Invicta

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Teocrazia di Invicta

Questa Regione è riservata ai personaggi concordati con la Regia a seconda delle necessità dell'evento.

Custode

Argentavys [pr. argentàvis], il grifone bicefalo. Si dice che abbia due personalità spesso in conflitto fra di loro. La prima è Iuba, la parte destra: ha un piumaggio sgargiante o con colori caldi tendenti all’oro, rappresenta l’orgoglio, la perseveranza e la convinzione. La seconda è Djem, la parte sinistra: ha un piumaggio opaco con colori freddi che tendono al nero, rappresenta la determinazione, l’astuzia e lo zelo.

Motto

Onora il giorno e ossequia la notte.

Tipo di Governo

Teocrazia. Il sovrano e guida religiosa di Invicta è una figura chiamata Eccelso, considerata l’incarnazione in terra di Oura. Nei periodi dell'anno in cui vi è un totale equilibrio di energie tra luce e buio, centinaia di neonati vengono sottoposti a particolari riti da parte del clero di Oura in cerca della sua scintilla divina. Le possibili incarnazioni di Oura vengono poi prelevate e portate al Tempio di Caliostra, dove inizia il loro percorso di addestramento ed educazione al dogma. Soltanto uno dei bambini, maschio o femmina, che non superi i dieci anni di età, sarà ritenuto veicolo adeguato per la divinità, la cui essenza passerà nel suo corpo alla morte della precedente incarnazione. Nei suoi compiti come monarca temporale, l'Eccelso è affiancato da due Patriarchi, il Diurno ed il Notturno, che sono rispettivamente a capo delle due branche della Chiesa. Inoltre vi sono due Collegi consultivi: il primo è quello Ieratico, si riunisce ad Omnia almeno una volta all'anno e di esso fanno parte i Priori di tutti gli Ufficia, ovvero gli ordini minori in cui si suddivide la Chiesa; il secondo è chiamato Profano, vi appartengono i khedivè, ovvero i nobili laici discendenti dagli antichi signori di Ansharath, e viene convocato solo in caso di necessità.

Razze

Tutte le razze di Vaniria sono ugualmente presenti in Invicta. Il fatto che egys, nymal e tennar siamo piuttosto riservati e tendano a risiedere in luoghi isolati e difficilmente raggiungibili, dà agli stranieri l'impressione che gli umani siano in effetti la razza predominante della regione.

Descrizione

Invicta è una regione molto estesa, che presenta territori e climi anche molto diversi al proprio interno. A livello sociale non ci sono disparità tra donne e uomini, ma esistono determinati ruoli ad esclusivo appannaggio delle une o degli altri: ad esempio quello delle Venerande, donne che rinunciano alle proprie famiglie per trasferirsi presso i magnifici giardini del Tempio di Caliostra e divenire tutrici dei giovani aspiranti Eccelsi. Assieme a loro, alcuni sacerdoti si occupano dell’educazione spirituale dei bambini e dei riti di passaggio necessari per ambire a diventare Eccelsi. Le Venerande sono considerate le creature mortali più vicine ad Oura dopo l’Eccelso, e alla loro morte le attende un posto d’onore alla corte celeste della divinità. I dogmi di Oura hanno un’influenza enorme sulla cultura di Invicta: il clero impone ai fedeli la ricerca della purezza e punisce ogni forma di trasgressione e peccato. I riti di passaggio, ai quali ogni abitante di Invicta è sottoposto fin dalla tenera età, servono ad indebolire la coscienza individuale a favore di una propensione al sentire collettivo. Dove il clero diurno vigila e protegge i fedeli dalla corruzione, il clero notturno punisce coloro che non sono stati abbastanza forti da resistere alle lusinghe del male. Quest’ultimo, secondo la tradizione di Invicta, non è di per sé insito nell’animo umano, che nasce invece puro: le nefandezze di cui molti uomini si macchiano sono, secondo il clero, indotte da manifestazioni demoniache che infestano il mondo, prendendo vita e sostanza da concetti astratti come l’egoismo e la nequizia. Non è raro che coloro che commettono atti deprecabili vengano considerati posseduti, ragione per cui la religione incoraggia la purezza come unica forma di difesa dalla corruzione e depreca ogni forma di dissolutezza, punendola con forza e fermezza. L’apparato clericale che si occupa della parte burocratica e amministrativa di Invicta è detto Ecclesiarchia e ne fanno parte tutti quei sacerdoti che hanno dimostrato spiccate capacità organizzative. Coloro che invece dimostrano maggiore propensione agli studi sono richiesti dalla Congregazione delle Opere, di cui fanno parte i sacerdoti che si occupano di studiare e migliorare le proprie conoscenze in ambiti quali la storia, la scrittura e l’alchimia. Anche la Sacra Milizia di Invicta è a tutti gli effetti un ordine religioso: tutti gli ufficiali sono sacerdoti di alto rango che abbiano dimostrato una propensione al comando e alle tattiche militari, mentre i soldati sono spesso volontari laici che prendono il nome di Begardi e Beghine, oppure criminali a cui è stata proposta l’amnistia in cambio di alcuni anni di servizio nella Milizia; questi ultimi vengono chiamati Conversi. Esistono poi numerosi ordini, noti come Ufficia, che definiscono la struttura della chiesa di Oura, ciascuno dei quali ha specifiche competenze, dalla lotta contro le emanazioni del Wrax all'assistenza dei bisognosi, sino alla ricerca e punizione di blasfemi ed eretici e così via.

Culto

Invicta è una teocrazia monoteista in cui viene praticato il culto di Oura [pr. ura]: Bifronte, Dai Due Volti, Androgino. Ogni altra forma di religione è severamente vietata, così come lo sono l’interpretazione eretica dei dogmi di Oura, la bestemmia e il dubbio. Oura è sia la divinità del giorno, della luce e della vita che la divinità della notte, dell'oscurità e della morte: di conseguenza l'apparato teocratico è diviso in due strutture. Così come il giorno giunge quando Oura raccoglie i propri capelli per dedicarsi al lavoro, alla preghiera, alla battaglia e i suoi occhi scintillanti illuminano le terre sottostanti, allo stesso modo il clero diurno predica la ricerca degli ideali e il perseguimento della giustizia e vigila affinché nessuno abbandoni il sentiero dell'onestà. Così come la notte arriva quando la chioma scura di Oura avvolge le terre degli uomini, affinché ricordino l'importanza del freddo e del silenzio e non dimentichino mai che ogni cosa deve avere un termine, allo stesso modo il clero notturno ammonisce i fedeli circa le passioni, le illusioni e i desideri nati dall’egoismo. A capo di ognuna delle due frange della chiesa (diurna e notturna) vi è un Patriarca. Tra i compiti dei Patriarchi c'è anche quello di affiancare l'Eccelso nell'interpretazione delle antiche scritture e dei dogmi e nella definizione delle leggi terrene. Inoltre è compito dei Patriarchi effettuare i riti maggiori al fine di trovare i frammenti di Oura incarnati nei mortali e scoprire altri potenziali Eccelsi. Altre figure rilevanti della Chiesa sono i Priori che amministrano gli ordini minori, gli Ufficia, assai radicati sul territorio. L'importanza della loro funzione è spesso vitale per l'impatto diretto che le loro azioni, e quelle dei loro sottoposti, hanno sulla popolazione di Invicta e, quindi, sul modo in cui la Chiesa viene percepita dal popolo.

Capitale

Omnia, nella provincia di Nemeria, è la sede del Palazzo Celeste, dimora dell'Eccelso e Tempio principale del culto. In ordine di grandezza Omnia è soltanto il terzo centro urbano di Invicta, ma è di gran lunga il più imponente: una città fortezza le cui alte mura dividono la città in anelli. Fuori dalle mura e nelle cerchie più esterne vivono i cacciatori, gli agricoltori, gli allevatori, i questuanti e i pellegrini. Mano a mano che si procede verso il centro è possibile incontrare dimore e botteghe di mercanti, fabbri e artisti. Le cerchie più interne invece sono riservate solamente al clero, alla milizia e ai pochi laici a cui viene concesso un lasciapassare. Ogni anello ospita due piccoli templi: uno a nord, dedicato all'aspetto notturno di Oura e uno a sud, dedicato all'aspetto diurno. Fa eccezione l'anello centrale, dove si trova il gigantesco Palazzo Celeste, le cui due facciate sono state progettate e costruite in onore del duplice aspetto di Oura.

Province

Nemeria

Nemeria è una delle province più rigogliose di Invicta, di cui occupa la parte centro-settentrionale; un tempo era nota come Makuras. Ogni giorno, per grazia dell’Eccelso, decine di carovane colme di cibi e bevande partono in direzione delle provincie meno agiate. È solo grazie alla magnanimità di Oura e alla protezione conferita dalla scorta della Sacra Milizia che i mercati di tutta Invicta si riempiono dei prodotti della terra. Nemeria non è solo una provincia ricca, ma anche altamente organizzata. La macchina amministrativa dell’Ecclesiarchia non lascia nulla al caso: non esistono strade prive di manutenzione o mura prive di sorveglianza. Tuttavia, al di fuori dei quartieri degli ecclesiastici e del clero, nelle zone popolari delle città, dove mercati, palazzi e baracche si accalcano gli uni sugli altri in un agglomerato affollato e decisamente eterogeneo, l’occhio attento della Milizia continua a vigilare sulla morale cittadina, ma la gestione urbana è ben diversa: il sovraffollamento delle Terze Cerchie, come vengono chiamati i sobborghi a Nemeria, porta spesso a condizioni di vita estreme, tanto che è comune che intere famiglie vivano nella stessa abitazione, dai nonni fino alle ultime generazioni di nipoti. Nonostante la difficoltà di procurarsi acqua pulita in queste zone, la popolazione è ossessionata dalla pulizia, in quanto i principi religiosi predicano che il corpo è il primo specchio dell’anima e che più questo è in salute ed in buono stato, tanto più l’anima risulta luminosa.

Faysab

Il Faysab è la provincia più occidentale della regione. Gli abitanti vivono perlopiù in agglomerati cittadini, situati nelle zone non ancora raggiunte dall'inesorabile avanzata del deserto di Shahryar. Tuttavia anche i deserti sono abitati: coloro che vivono tra le dune, chiamati Sa’ri, sono un popolo di egys, divisi in tribù a seconda dei loro tratti somatici distintivi; sono nomadi e dediti principalmente al commercio. I Sa’ri annoverano i più ferventi fedeli di Oura tra la popolazione laica: essi sostengono che non sia possibile comprendere i precetti del giorno e della notte se non si è vissuto nel deserto, che considerano una punizione di Oura inflitta agli umani di Faysab per i loro antichi peccati e, al contempo, una prova per la fede dei suoi devoti. La città più importante del Faysab è Alhira, che un tempo era la capitale di Ansharath; si tratta di un grandissimo agglomerato urbano che, tra le altre cose, è sede del Sinodo Mistico. Quest’ultimo ospita i più illustri studiosi di stregoneria di Invicta. La sede del Sinodo, la Ziqqurat d’Onice, è anche uno dei più antichi edifici del Faysab ed è l’ultima delle vestigia degli antichi fasti di Ansharath. Il Sinodo è molto influente nella provincia e persino la chiesa di Oura preferisce non interferire negli affari degli stregoni di Alhira se non è strettamente necessario.

Irelia

Irelia, a nord-est, è la più piccola delle province di Invicta ma ha un ruolo rilevante, poiché in una delle sue valli più ricche e floride ospita i magnifici giardini che attorniano il Tempio di Caliostra: è qui che le Venerande accudiscono i giovani prescelti che potrebbero un giorno di diventare l’Eccelso di Invicta. Caliostra, che è anche la capitale della provincia, nacque come residenza di piacere dei sovrani dell’antico regno di Nuat: la cittadina non ha mura e gli edifici sono sparsi lungo tutta la valle. Lo stesso Tempio è sapientemente eretto in perfetta armonia con la vegetazione, il che restituisce l’illusione di un luogo incantato. I giardinieri ed i guardaboschi di Caliostra sono celebri per la loro maestria nel rendere questi luoghi una sorta di paradiso terrestre, nascondendo se stessi e la loro continua opera di manutenzione e protezione alla vista degli abitanti del luogo come anche ai visitatori. Anche fuori dalla sua capitale, Irelia è una terra di dolci e verdi montagne, intervallate da vallate ricche d'acqua e di pascoli; il bestiame di Irelia è noto sia per la bontà delle carni sia per la robustezza nei lavori di fatica. Originariamente questa provincia si chiamava Nuat ed era sede di un regno che si oppose all'espansione dell'influenza della Chiesa di Oura, fino a che la sua ultima sovrana, Cassandane, si convertì al credo dell'Androgino dopo aver avuto un colloquio privato con alcuni missionari della divinità. Cassandane abdicò, lasciando il suo idilliaco reame alla Chiesa, ritirandosi poi nella città giardino di Caliostra e divenendo, a tutti gli effetti, la prima delle Venerande. Durante la sua vita eccezionalmente lunga, l'ex sovrana ebbe una notevole influenza sulla formazione di più di un Eccelso. Nelle terre di Nuat, presto ribattezzate Irelia, il credo di Oura si diffuse in fretta tra la popolazione e tutt'oggi la provincia è uno dei bastioni più importanti per la Chiesa nel mantenimento degli equilibri di Invicta e del predominio del culto di Oura.

Talmaksa

Talmaksa si trova a sud-est. Si narra che sia stata la prima tra le province di Invicta ad innalzare lodi alla grandezza di Oura, ma prima che questo avvenisse, in tempi remoti, in Talmaksa dilagavano dissoluzione e corruzione. Gli abitanti di queste terre erano decadenti e peccaminosi; le marcescenti strade della capitale Yadz traboccavano di vizi e perversioni. Camminare sul suolo di Talmaksa significava inevitabilmente assistere a ladrocini, omicidi e atti criminali senza tregua. Secondo la leggenda, un giorno giunse uno straniero dalla pelle scura che portava merci provenienti da luoghi sconosciuti. Si dice che trasportasse meraviglie, manufatti di artigianato così fine che nessuno poteva fare a meno di soffermarsi a guardare, e più gli occhi vi si soffermavano, più la brama di possederli aumentava. A poche ore dal suo arrivo lo straniero venne derubato di ogni avere e quando non ci fu più nulla che gli si potesse trafugare, venne privato con disprezzo della sola cosa che gli fosse rimasta: la vita. Vuole il mito che l’alba seguente il sole sia sorto colmo di rabbia: un sole spietato, che per trenta giorni e trenta notti bruciò incessantemente le terre di Talmaksa. La maggior parte degli abitanti vennero uccisi dal sole vendicativo; altri sopravvissero, ma a costo della loro sanità mentale: costoro furono chiamati gli Arsi, folli e squilibrati che viaggiavano di terra in terra presagendo l’avvento del sole purificatore, e ringraziando la notte pietosa che porta la morte e il sollievo. Tra gli Arsi vi era anche Mazdak, conosciuto in seguito come Vaticinus, il profeta che per primo mise per iscritto il verbo di Oura realizzando il più antico degli Scritti Sacri, “Le parole e le opere”, vergato nella lingua sacra alla divinità. Oggi Talmaksa è una terra brulla, desolata e inospitale, i pochi che vi abitano sono tribù di nymal selvaggi o gli eremiti che giungono in penitenza o alla ricerca di una visione.

Shiran

Lo Shiran è la provincia centro-meridionale di Invicta e quella con il più ampio sbocco sul mare, ma questa caratteristica non rappresenta purtroppo un vantaggio. Infatti, in tempi remoti gli abitanti dello Shiran adoravano le manifestazioni del Wrax, provenienti dal mare, come fossero dèi: le tribù che popolavano queste terre si riferivano a loro come “Padroni delle Profondità” e ne erano completamente soggiogati. Nei secoli, una ad una, queste tribù sono state annientate dalla Sacra Milizia di Oura, ma le manifestazioni del Wrax non hanno mai smesso di perseguitare le coste martoriate di queste terre: periodicamente il golfo di Djilha vomita le creature delle degli abissi in cerca di vendetta per la distruzione dei loro blasfemi adoratori, ma mai una volta, da quando l’ordine delle Purificatrici è stato fondato, queste bestie sono riuscite a varcare le difese di uno dei conventi di queste sacerdotesse guerriere. Le Purificatrici sono uno degli Ufficia del clero: sotto la guida della Priora Bellatrix, queste indefesse combattenti difendono i confini di Invicta dalle minacce del Wrax. La loro Domus Capitolaris sorge proprio a Niphaunda, la capitale dello Shiran e l'unico porto degno di nota di Invicta. Nell'ultimo secolo, dopo la Guerra degli Eretici, Niphaunda è molto cresciuta, divenendo di fatto la seconda città della regione, grazie ad un progetto di ripopolazione dello Shiran voluto dalla Chiesa. La provincia ha poi visto anche la fondazione di altri nuclei urbani e di comunità rurali popolate da pionieri provenienti principalmente da Nemeria e dal Faysab.

Gli Ora

Da sempre nelle terre di Invicta alcuni individui nascono con delle doti peculiari; queste creature sono uniche nel loro genere e possono compiere prodigi che agli altri non sarà mai concesso eguagliare. Costoro sono gli Ora, in cui maggiormente si intravedono i due volti della divinità. Dove c’è luce, infatti, c’è sempre oscurità e il dono di Oura non viene concesso senza rischi: gli Ora hanno la capacità di autodeterminarsi, ma questo li rende indifesi davanti alle forze demoniache e corruttrici. La loro unicità e il loro individualismo possono facilmente portarli al dubbio, all’esitazione e quindi alla blasfemia. Gli Ora più determinati e più saldi nella fede divengono i Sanctor: i difensori di Invicta. D’altro canto, coloro che falliscono il compito che Oura ha affidato loro e cedono alle lusinghe demoniache vengono marchiati come Nefastor: i Reietti di Oura. Quando qualcuno viene marchiato come Reietto, è braccato come un animale per tutte le terre di Invicta e fino a che di lui rimarrà anche solo un brandello la caccia non avrà fine. I Sanctor, invece, sono eccezionalmente benvoluti, ma la popolazione è consapevole del rischio che essi vengano corrotti e diventino Nefastor, pertanto a nessuno di essi è dato di ricoprire incarichi di rilievo, né nel clero né tra i laici.

Livello Tecnologico

La Teocrazia ha un livello tecnologico assimilabile a quello dell’Impero bizantino tra i secoli X e XII. L’uso delle armi da fuoco è estremamente raro, perché si tratta di un bene di importazione.

Sentieri

Invicta ha Sentieri stabili che la collegano a Belgograd e Hyadzgaar.

Storia

In tempi ormai remoti Invicta, conosciuta allora come Ansharath, non era caratterizzata da un governo di stampo teocratico né centralizzato: fino al V secolo dGC, le sue terre videro il pullulare di molteplici religioni e regni, ciascuno retto da un khedivè; il khedivè del Faysab assumeva il titolo di Shahrban ed era considerato un primo tra i pari e guida dell’intera regione. Nel VI secolo, subito dopo il cataclisma che devastò Talmaksa, un nuovo culto, ben presto temuto e mal tollerato da chi non lo praticava, iniziò a diffondersi in questa provincia, predicato dal profeta che si guadagnò il nome di Vaticinus: era il culto di Oura. Col passare del tempo i fedeli di Oura, instancabili e devoti, riuscirono a convertire nuovi seguaci; nonostante l’astio degli altri culti, diffusero il loro credo a macchia d’olio nei vari potentati di Ansharath. Nel 673 Il khedivè Shahavaraz di Mukaras, spaventato dall’avvento del nuovo culto oltranzista, tentò di reprimerlo attivamente; egli però non aveva idea di quanto i devoti di Oura fossero numerosi e fedeli alla propria causa: la repressione fallì e si trasformò in una rivolta. Ben presto, nel 675, il potentato di Mukaras, ribattezzato Nemeria, divenne la prima terra di Ansharath governata dalla Teocrazia, dove Oura era l’unica divinità a cui fosse concesso rivolgersi. Nel corso dei secoli VIII e IX i governatori degli altri regni di Ansharath tentarono più volte di invadere Nemeria per riportarla sotto il governo dei khedivè, ma sempre con esito negativo; nel frattempo, il tempo e la fermezza dei suoi fedeli permisero alla Chiesa di Oura di insinuarsi nel seno dei suoi nemici dal basso, attraverso il popolo, attratto dalle certezze offerte dalla nuova religione. Tuttavia, anche l’affermazione del culto non fu esente da spargimenti di sangue: non mancarono infatti lotte intestine tra i seguaci dei due estremi caratterizzanti la dualità di Oura. Fu solo nell’879, con la manifestazione del primo Eccelso, che buio e luce trovarono l’equilibrio e riuscirono a convivere nel giorno e nella notte: il suo nome da mortale era Dahai, ma in quanto incarnazione di Oura assunse il nome di Ourane I. Con la stabilizzazione interna, Nemeria divenne più aggressiva nei confronti delle zone confinanti: il florido regno di Nuat era quello su cui tutti gli altri potentati facevano più affidamento come baluardo contro l’avanzata della Teocrazia, ma nel 901 la khedivè Cassandane, del tutto inaspettatamente, si convertì ad Oura e consegnò il regno alla Chiesa, che lo ribattezzò provincia di Irelia. Fu in questo periodo che la Teocrazia assunse il nome di Invicta ed iniziò ad auspicare apertamente l’unificazione della Regione sotto il suo nuovo nome e la sua nuova, unica divinità. Talmaksa cadde poco dopo, conquistata con facilità; lo Shiran e il Faysab resistettero più a lungo, mettendo in campo fino all’ultima risorsa nella difesa non solo della propria indipendenza, ma di quella che consideravano la vera anima di Ansharath, con le sue molteplici tradizioni e religioni. Il mutamento, però, si faceva sempre più inevitabile con l’avanzare del culto di Oura tra la popolazione: dopo anni di spargimenti di sangue e repressione, anche l'antica capitale di Ansharath, Alhira, cadde nel 1074. Fu siglato un accordo perpetuo tra la Chiesa di Oura ed il Sinodo Mistico, al quale venne lasciata un'ampia discrezionalità nei suoi affari interni e sulla città stessa. Ansarath divenne così Invicta, un unico stato a carattere teocratico in cui quello di Oura era l’unico culto praticabile; il governo centrale era amministrato dall’Eccelso e dai Patriarchi, mentre le province furono suddivise in zone più piccole ed affidate a governatori laici, spesso eredi o vicini agli antichi signori. Inizialmente l’Eccelso e la maggior parte dei sacerdoti risiedevano nel Palazzo Celeste di Omnia e le circostanti terre di Nemeria; nel 1204, però, la Chiesa rischiò di perdere il controllo della provincia di Shiran a seguito di una ribellione passata alla storia come Guerra degli Infedeli: fu deciso quindi che, essendo il dominio di Invicta molto vasto ed il contatto diretto con i fedeli di conseguenza molto difficile, sacerdoti e sacerdotesse dovevano essere distribuiti sul territorio insieme ai propri contingenti militari, affinché nessuna provincia rimanesse senza un punto di riferimento in grado di insegnare e far rispettare i dogmi del culto. E’ a questo momento storico che risale la fondazione della maggior parte degli Ufficia e la nomina dei primi Priori. Questa scelta portò ovviamente ad un controllo via via sempre più centralizzato della regione, in totale contrasto con le antiche tradizioni e a discapito delle casate laiche che ancora, virtualmente, controllavano le province su mandato della Chiesa. Nonostante Invicta sia ormai una solida teocrazia con grandi eserciti di ferventi, esistono ancora terre in cui la regione viene chiamata segretamente Ansharath e gli uomini predicano di nascosto divinità proibite ed apparentemente dimenticate, auspicando la liberazione dal dominio della chiesa di Oura.

Luoghi d’Interesse

L'eremo di Vaticinus: Si narra che questo eremo, situato al confine tra Talmaksa, Shiran e Nemeria, abbia ospitato per molti anni il primo profeta di Oura, mentre egli riceveva le rivelazioni da parte della divinità e ne vergava il testo sacro. Vaticinus poi tornò all'eremo in punto di morte, quando si dice che, nella notte più cupa dell'anno, egli svanì semplicemente dal suo giaciglio senza lasciare traccia. L’eremo non divenne un luogo di preghiera o venerazione: fu lo stesso Vaticinus a proibirlo, profetizzando che se così fosse accaduto infiniti lutti avrebbero colpito i fedeli di Oura. Tutt'ora il luogo è abbandonato, anche se molte persone, in cerca di una visione o speranzosi di ricevere una benedizione da parte di Oura, si attardano a dormire tra le sue pietre, abbandonandolo al mattino prima che il sole sorga. Penisola di Jabbar: All’estremo sud di Talmaksa, al di là di luoghi dove anche il più esperto dei nomadi rischia la morte, si trova quella che un tempo era la rigogliosa penisola di Jabbar. Echi del passato narrano del prospero regno di Ner-han Ka, andato perduto in epoche precedenti alla nascita del culto di Oura e poi dimenticato dai più. La penisola è quel che resta del reame perduto che, per la maggior parte, ormai giacerebbe sul fondo del mare. Ner-han Ka è un luogo leggendario, favoleggiato dagli avventurieri e rappresentato solo da alcuni cartografi sognatori e si narra che trovare anche solo una delle sue rovine possa portare alla scoperta di tesori e conoscenze perdute. Roccaforte di Solinvictus: Situato nelle terre di Nemeria, nell’ideale cuore geografico dell'intera regione, questo maniero è la Domus Capitolaris dell'Ordine del Sole. Quest’Ufficium è strettamente legato al clero diurno e nasce con l’intento di ricercare i più devoti tra i fedeli di Oura ed elevare i meritevoli al rango di campioni divini. I giovani promettenti devono superare prove molto ardue prima di venire ammessi all’ordine con il rango di Scudieri e ben pochi tra gli scudieri divengono Cavalieri e ancora meno Paladini, Campioni o Diaconi dell’ordine. Solinvictus è un maniero solido e ben tenuto e non è infrequente che qui si tengano tornei. Celebre è anche l'annuale Caccia del Corno, ovvero la cerca di un antico artefatto di Oura che lo stesso profeta Vaticinus, dichiarò trovarsi sepolto nei pressi del luogo dove la roccaforte venne eretta. Monastero di Santa Lavinia: II Monastero di Santa Lavinia sorge sulle coste dello Shiran, non distante dal confine con Talmaksa; è stato la prima Domus della sorellanza delle Purificatrici ed è rimasto tale sino alla creazione della nuova casa capitolare presso Niphaunda. Queste sacerdotesse guerriere fondano le loro domus quasi esclusivamente nelle zone di frontiera ed i loro conventi sono piccole roccaforti che assomigliano più a caserme militari che a edifici religiosi. Lavinia fu la fondatrice dell'ordine: fu lei a posare la prima pietra di questo monastero dove giacciono le sue spoglie e dove le viene rivolta una particolare devozione, fatto che è mal tollerato dalla Chiesa centrale, poiché il culto di Oura non prevede la venerazione di mortali. Lo stesso appellativo di “santa”, ormai entrato nella tradizione per Lavinia, è in realtà un’aggiunta popolare, non riconosciuta dai Patriarchi.

Personalità

Ourane XX

Eccelsa di Invicta, di razza egys. Nata col nome di Beata Barsine, è la prima sovrana non umana nella storia di Invicta e fu trovata tra la popolazione Sa'ri del Faysab; ha appena dodici anni.

Silvania Severa Geminiana

Matriarca Diurna di Oura, di razza umana. Fervente devota e grande organizzatrice, può vantare tra i propri antenati ben altri due Patriarchi di Invicta.

Iustus Ausilius

Patriarca Notturno di Oura, di razza umana. Cresciuto nelle terze cerchia della città di Omnia, controlla con polso fermo il ramo notturno della Chiesa ed è implacabile contro gli avversari del culto.

Bellatrix Fortunata Viridiana

Priora delle Purificatrici di Oura, di razza umana. Di nobilissime origini, può vantare un Eccelso nell’albero genealogico della sua famiglia; ha rinunciato ad ogni privilegio per servire nelle Purificatrici, diventandone la guida.

Honorius Ardavan “Senzastirpe”

Priore dell'Ordine del Sole, di razza nymal. Individuo generoso e di buon cuore, cresciuto tra i nomadi di Talmaksa; ha rinnegato le sue origini e lasciato la propria terra per seguire un ideale di redenzione che si è realizzato entrando nell'Ufficium di cui ora è a capo.

Nariman Susapoor

Rabmag (maestro stregone) del Sinodo Mistico, di razza umana. Potente capo del circolo degli stregoni di Alhira, è stato eletto a capo del Sinodo solo nel 1336.

Cassandane Gaia Kyradokht di Nuat

Khedivè di Caliostra, di razza umana. Discendente diretta dell'ultima regina di Nuat, è reggente della città giardino in cui sorge il Tempio.

Hormizd Narsiehpoor di Ansharath

Khedivè di Nishapur, di razza umana. Ultimo erede degli antichi Shahrban di Ansharath, vive nella città-oasi di Nishapur nel Faysab, dove tiene una corte fastosa ma ritirata.

Nomi tipici

Invicta presenta due riferimenti linguistici molto distanti che nei secoli si sono affiancati e, in alcuni casi, sovrapposti: il persiano e il latino. La lingua di Ansharath era il persiano, che si ritrova ancora in molti toponimi, nomi e cognomi, specialmente nelle zone annesse per ultime alla Teocrazia, tra le stirpi che sono rimaste più legate alle antiche tradizioni, nelle campagne e nelle comunità più isolate. Il latino è invece la lingua sacra di Oura, la lingua del clero e lingua ufficiale della Teocrazia: con la progressiva trasformazione di Ansharath in Invicta, la matrice latina è diventata preponderante. Tutte le famiglie che hanno acquisito influenza dopo la conquista teocratica hanno scelto nomi nella lingua sacra. Nelle città e nelle comunità particolarmente devote, inoltre, si è andata istituendo la tradizione dell’imposizione del nome, una cerimonia con cui un sacerdote di Oura benedice l'individuo che abbia raggiunto la maggiore età, attribuendogli un secondo nome nella lingua sacra. Tutti i membri della Chiesa di Oura, naturalmente, portano nomi afferenti alla matrice latina, e sono sono quasi sempre nomi derivati da aggettivi che denotano una caratteristica fisica o un auspicio per la persona. Esempi di nomi femminili che si rifanno all’antica lingua di Ansharath: Amastrine, Amitis, Anahita, Apama, Ariana, Atossa, Azara, Balén, Barsine, Bita, Borane, Cassandane, Chahar, Darya, Kyra, Mandane, Nagisa, Nina, Niwan, Parisa, Roxane, Roya, Shirin, Shushan, Susa, Tahmina, Zruane. Esempi di nomi maschili che si rifanno all’antica lingua di Ansharath: Ardashir, Ardavan, Armin, Behrouz, Daryoush, Djamasp, Hormizd, Kambiz, Kavadh, Khosrow, Kurosh, Nariman, Narsieh, Mazdak, Rostam, Shapur, Vistham, Yazdegerd, Xerxes, Zarir. Esempi di nomi femminili nella Lingua Sacra: Abondantia, Albina, Ausilia, Beata, Bellatrix, Devotilla, Donatilla, Faustina, Felicia, Fortuna, Gaia, Gemina, Gratia, Honoria, Iustina, Placidia, Prosperilla, Rufia, Severina, Silvania, Valentina, Verina, Viridis. Esempi di nomi maschili nella Lingua Sacra: Abondius, Albus, Auxilius, Bellatorius, Benedictus, Caius, Devotus, Donatus, Faustus, Felix, Fortunatus, Gemininus, Gratus, Honoratus, Iustus, Palcidicus, Prosperus, Rufinus, Severus, Silvanus, Valentius, Verus, Viridius. Tra il popolo si applicano i suffissi -poor e -dokht col significato di “figlio di” e “figlia di”: es. Ardavan Ninapoor, Bita Armindokht, ecc. Le famiglie che vantano ascendenze nobiliari o che possono ascrivere la loro discendenza ad un antenato noto o di qualche rilevanza, aggiungono ai propri nomi un toponimo legato alla propria famiglia: es “di Nuat”, “di Makuras”, ecc. Naturalmente la diffusione della nuova onomastica patrocinata dalla Chiesa di Oura si è riflessa anche in questo campo. “Figlio/a di” si traduce con la semplice aggiunta del nome paterno/materno declinato nel genere adeguato: es. Gratus Placidius, Rufia Prospera, ecc. Anche in questo caso le famiglie aristocratiche, o coloro che possono ambire un antenato/a illustre tra il clero di Oura, al sistema appena elencato uniscono la versione “maggiorativa” del nome dell'avo/a: es. Gratus Placidius Honorianus, Rufia Prospera Iustiniana, ecc.

Detti popolari

“Ogòn”: saluto tipico, acronimo del motto della regione. “Quando Oura raccoglie i propri capelli è tempo di lavorare, quando Oura scioglie le nere chiome e tempo di pregare”: c'è un tempo per ogni cosa. “Cerca i Due Volti in ogni luogo”: sforzati di vedere ogni cosa o situazione almeno da due punti di vista. “Onora i Genitori, rispetta i Sacerdoti, temi gli Ora”: rispetta l'autorità nel modo più consono. “L'anima è uno dei volti di Oura, ma il corpo è il secondo”: il corpo deve rispecchiare la purezza dell'anima.

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