Il Mare degli Incubi

Dalle narrazioni introduttive all’evento Racconto di Primavera 1339

“Reggendosi a stento al bastinaggio di mancina, Kenneth Pelle-di-Luna cercò di mantenere l’equilibrio. La tempesta si era placata, segno che la loro meta era ormai vicina, ma il mare era ancora una vasta distesa di acque gorgoglianti e furibonde.

Incurante del vento e della pioggia che gli sferzavano il viso, l’uomo cercò di individuare il suo bersaglio in mezzo alle onde che sollevavano in continuazione la Koroleva, fendendo con i suoi occhi scuri le acque nere e le ombre della notte.

D’un tratto, uno dei marinai alla sua destra lanciò un grido, indicando un punto imprecisato davanti a sé: seguendo quella direzione, Kenneth scorse infine il loro nemico. La “Vipera del Vento” viaggiava con una velocità innaturale, fendendo i marosi con facilità, quasi passandoci attraverso come se fossero stati d’aria. Nessuna nave di quel tipo poteva sopravvivere alla furia di Herghus, il collerico Dio delle Tempeste di quella Regione, eppure Ragnarr il Sanguinario spingeva l’ammiraglia della sua flotta con una sicurezza e una rapidità che rasentavano il soprannaturale. Era come se il mare stesso temesse di intralciare il cammino del più grande predone che la storia del Mare degli Incubi avesse mai ricordato. Dietro di lei, come piccoli pesci sulla scia di un grande squalo, decine di altre imbarcazioni più piccole seguivano la sua rotta, dirigendosi proprio contro la Koroleva e il suo equipaggio e bloccando il loro passaggio.

Da sottocoperta si udì un trambusto frenetico, seguito da una lunga serie di boati che fecero vibrare tutta la nave. I colpi di cannone andarono sprecati, cadendo innocui sulle navi del Sanguinario.

“Belgogradiani…” si ritrovò a pensare “Pensano sempre di risolvere tutto con il saros…” […]

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Il Mare degli Incubi è una regione selvaggia e pericolosa, occupata in prevalenza dall’omonimo mare. E’ una distesa d’acqua imprevedibile, che può cambiare rapidamente da una calma piatta a una furia che sale fino al cielo. Decine di isole, raggruppate in arcipelaghi o solitarie, sorgono dalle acque grigie, ma ve ne sono tre più grandi di tutte le altre: Thuria, Northay e Kuntholm. Presentano tre governi indipendenti, oltre a culture e tradizioni molto diverse; con alterne vicende, ciascuna delle isole maggiori lotta per assicurarsi il dominio sulle due rivali e sul resto della regione.
La vita degli abitanti del Mare degli Incubi non è quasi mai tranquilla: che si tratti di un’isola grande o piccola, le coste sono continuamente a rischio di razzie e tentativi di invasione. Tuttavia, la vera passione delle genti di questa regione sono le incursioni sulle coste dei regni esterni, o sulle navi che incautamente si trovano a passare sui loro mari: tutti i Sentieri delle Isole passano per le acque, e in particolare le navi commerciali e le coste di Margara e Terengrat hanno fatto sovente le spese dell’indole bellicosa degli Isolani.
A sua volta, il Mare degli Incubi è riuscito a guadagnarsi, nel corso dei secoli, due o tre massicce campagne navali ben organizzate dai regni confinanti, volte a togliere ai suoi abitanti la voglia di razziare almeno per qualche tempo. L’estrema divisione interna di questa regione contribuisce, comunque, ad evitare che essa diventi un reale pericolo per le regioni vicine.