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V giorno dell'Aquila, anno 1112 (05-07-2012)
 
Proclama dellŽArconte Valdor delle Foreste
 

Il Drago ricorda sempre:

Ricordo, fieri Figli del Fiume, la determinazione con cui per anni teneste la roccaforte di Mantua, attendendo il ritorno del vostro legittimo Sire, ergendovi a baluardo contro lŽinvasore teutone, rispondendo con indomita furia allŽergersi del vessillo del Drago sulla cima della cittadella, impugnando i forconi e giungendo dai campi per rispondere allŽappello del barone di Placentia, ricacciando a costo delle vostre vite il nemico.
Oggi ricordo e piango i caduti di quel giorno, il Drago non dimentica.

Ricordo, abitanti della bella Limes, le vite spente nelle paludi, lŽardore con cui vi siete posti a barriera tra il nemico e le terre del Drago.
Oggi ricordo e piango i vostri caduti, il Drago non dimentica.

Ricordo, fedeli sudditi di Placentia, come per anni siate stati la testa di ponte verso il Nalim, ricordo quanti di voi oggi riposano nella grazia dei Padri per aver generosamente offerto le loro vite affinchè i loro ed i nostri figli possano godere di un futuro migliore.
Oggi ricordo e piango i vostri caduti, il Drago non dimentica.

Ricordo, leali abitanti di Cremonia, il vostro supporto in ogni impresa, lŽ accoglienza e la fiducia che avete concesso ad un nuovo sire, la forza con cui lo avete sostenuto nei suoi primi tempi, la lealtà con cui avete inviato al suo seguito i vostri figli presso Angamor.
Oggi ricordo e piango i vostri caduti, il Drago non dimentica.

Ricordo infine, nobile popolo di Nalim, discendente di fiere stirpi che come i miei avi calcavano il suolo delle praterie sferzate dal vento, la forza e la determinazione con cui avete sopportato il giogo teutone.
Ricordo come abbiate supportato lŽassedio dallŽinterno delle mura, ricordo come abbiate atteso per anni la liberazione senza piegarvi.
Oggi ricordo e piango i vostri caduti, il Drago non dimentica.

Ricordo oggi tutti i nostri valorosi caduti, che siano dŽispirazione per le generazioni presenti e future, che non venga mai dimenticato il sacrificio delle loro vite per le nostre.

Shard Draconis, già barone di Placentia, erede del retaggio di Placentio, guida dei Dragoni, unificatore del Nalim, a te la mia gratitudine, per avermi accolto come figlio e cresciuto come erede.
Accetto con onore ed umiltà lo scettro di Placentia, simbolo del primo signore di Castro Trasfluvio, segno indiscusso della responsabilità insita nel comando di coloro che al Drago giurarono fedeltà.

Così ritengo sciolto un giuramento fatto cinque anni or sono, per siglarne un altro.

Oggi innanzi al popolo io giuro sul mio onore di ergermi a baluardo del Ducato del Drago, delle città di Nalim, di Placentia e dei loro alleati, giuro di portare sollievo tra quei popoli e guidare in battaglia quegli uomini, finchè non vi sarà vittoria e pace o fino al giorno in cui lŽultimo alito di vita spirerà dal mio petto.

Leva dunque il tuo grido di risposta al cielo, popolo del Drago, oggi a te chiedo di accettare il mio giuramento come già hanno fatto i miei attendenti, oggi chiedo a voi di ricambiare la mia fedeltà con la vostra, di rispondere con la stessa determinazione di un tempo al mio appello, di affilare le vostre lame e serbarle per il giorno in cui nuovamente vi chiamerò sotto i vessilli del Giglio Dorato e del Drago a combattere per la vostra patria e per i vostri figli.

Per volontà di

Valdor Ottieri,
Arconte delle Foreste,
terzo barone di Placentia e comandante dei Dragoni.