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Leghe mercantili
 
 
 
 
 
 
 
Leghe mercantili
 

LA RINASCITA DEL MERCATO IN ELAVIA

Elavia può vantare un passato mercantile glorioso fin dallŽepoca dellŽImpero Shuel, quando le carovane dei commercianti di Morulin seguivano le legioni imperiali supportandone lŽapprovvigionamento e ottenendone in contropartita il diritto di prelazione sui mercati delle nuove province. Tale pratica favorì la diffusione dellŽidioma moriano, più adatto ai commerci del complesso linguaggio shuel, che poi si sviluppò nel moderno elaviano e in molteplici linguaggi di tutta Elempos.

LŽepoca dei Regni Liberi vide sorgere le grandi potenze marinare, prime fra tutte le quattro Repubbliche Mercantili: Apasia, Avoneg, Flamia e Vez. Nel frattempo la caduta dellŽImpero Shuel aveva frazionato le province provocando la nascita di numerosi mercati nazionali indipendenti. Fu un periodo di grande prosperità che rese Elavia una terra ricca e appetibile per lo straniero.

LŽinvasione teutone ruppe ogni equilibrio causando danni irreparabili alle economie locali e sostituendo alla rete tra i mercati una sorta di monopolio commerciale gestito dal Governatorato. Uniche eccezioni che riuscirono a mantenere la propria influenza - e in alcuni casi a svilupparla grazie a patti con lŽinvasore - furono principalmente Rivoalto, Turrito, Barium, Vitae Orbis e soprattutto la Gilda degli Armorieri che ottenne via libera a commerciare in tutto il territorio con frequenti contatti con la madrepatria teutone. La guerra mandò in rovina le infrastrutture realizzate dagli Shuel ed ampliate dai governi locali durante lŽepoca dei Regni liberi e la dominazione, salvo rare eccezioni, mirò più allo sfruttamento indiscriminato che alla costituzione di un mercato (e di un governo) stabile e unitario della provincia elaviana.

Con la fine del dominio teutone a seguito della Battaglia delle Nebbie dellŽinverno 1102, il commercio cominciò a vivere una nuova primavera. Aboliti i pesanti dazi, contenute le influenze della criminalità organizzata collusa con i governatori e arginato il fenomeno del brigantaggio, le premesse per la rinascita del mercato furono sufficienti a stimolare gli investimenti e lŽintraprendenza. La Gilda degli Armorieri recedette dai patti con la Teutonia appoggiando la nuova politica del Concilio delle Gilde che tanta parte aveva avuto nella vittoria contro il governatore Krom ow Nir.

Alcuni gruppi di mercanti iniziarono ad unirsi creando vere e proprie leghe mercantili al di fuori della Gilda degli Armorieri e dei mercati baronali, pur continuando a servirsi della Gilda per le scorte e dei baroni per le piazze di vendita. In breve tempo fu chiaro come questa filosofia commerciale non potesse che giovare al rifiorire dellŽeconomia e dunque non fu ostacolata neanche dai grandi mercanti visenti e tallii.

Fu lŽAsta dŽOro del 1106 a sancire lŽaccordo tra le tre leghe mercantili più influenti. Il successo di tale evento garantì agli organizzatori ottimi contatti con la nuova e vecchia nobiltà e una tacita accettazione da parte del Concilio delle Gilde.

Con quella che viene definita la Seconda Guerra degli Scacchi la Gilda degli Armorieri venne totalmente militarizzata approvando ufficialmente, grazie allŽintercessione di Domenico Parodi, i rapporti tra le leghe e gli Armorieri in un documento ufficiale.

La liberazione di Morulin vide la nascita repentina di una quarta corporazione che ottenne il riconoscimento dalle altre grazie allŽottenimento presso la Corte di una ufficializzazione Reale del ruolo delle stesse sul mercato elaviano dietro corresponsione di gabelle di entità accettabile.

Esistono molte altre realtà mercantili, soprattutto legate ai mercati baronali e ducali, tra le più floride permangono certamente quelle di Rivoalto, la rinata Apasia e lŽopulenta Barium, ma la guerra ha imposto loro un regime di austerità (e di investimenti militari) tale da costringerle spesso a demandare alle Leghe Mercantili del Regno molti dei loro affari.

Infine, la stabilità raggiunta dal Regno nel corso del 1108 permisero, nellŽInverno fra 1108 e 1109, uno straordinario salto di qualità per le Leghe tutte. Le riforme sociali e politiche fortemente volute da Isabella del Tacco, confermate e approfondite al ritorno sul trono di Re Lodovico I, concessero alle Leghe e ai suoi rappresentanti prestigio e potere in seno al Consiglio del Regno pari a quello di Chiese, Gilde e Granducati, sancendo una rinnovata struttura del Regno che eleva le Leghe Mercantili al ruolo di protagoniste comprimarie.

Gerarchia dei Ranghi: I - Associato, II - Mercante, III - Mercante Anziano, IV - Mastro Gestore, V - Mastro Creditore, VI - Mastro Revisore, VII -Vice Reggente/Plutocrate, VIII- Reggente

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