Ambientazione |
Concilio delle Gilde
Gilda degli Alchimisti Ha 3 sedi nelle baronie di: Placentia | Tarentium | Visenthia | Personaggi votati:
Descrizione:
L'Alchimista è insieme studioso, letterato, sperimentatore, topo di biblioteca, catalogatore: studia il mondo con la curiosità di un bambino e il rigore di uno scienziato. La Ricerca offre molto: conoscenza, comprensione, controllo. Ma la Ricerca chiede anche molto: grandi sforzi sono necessari per fare solo il primo passo nella sua Via. I postulanti vengono messi sin dall'inizio sull'avviso: ogni passo successivo sarà più arduo del precedente. Oltre un certo punto è necessario offrirle dedizione totale ed incondizionata alla Ricerca e distaccarsi da tutto il resto. La Ricerca non è un ‘mezzo' atto alla scoperta di nozioni, essa è un ‘fine' volto al miglioramento dell'essere umano. La Ricerca libera l'essere umano dalle catene dell'ignoranza e della superstizione e lo rende degno di un'esistenza migliore al servizio degli altri uomini. Per un vero alchimista, il Bene ed il Male - nella comune accezione in cui queste parole vengono intese - non hanno alcun valore: è Bene tutto ciò che porta ad un progresso nella Ricerca, è Male tutto il resto. Gli alchimisti appartenenti alla Gilda si chiamano tra di loro "confratello" o "consorella", forte è infatti il senso di appartenenza che lega gli alchimisti alla Gilda e tra di loro.
Agli alchimisti può venire richiesto di produrre qualsiasi tipo di filtro: dalla pozione per velocizzare la crescita di un capo di bestiame, al profumo per una nobildonna; da un veleno in grado di addormentare in pochi attimi un orso, a una lozione capace di irrobustire una corazza; da una frizione per curare le pustole, a uno sciroppo per conferire la forza di un toro a un bambino. In questi tempi di guerra, è chiaro che i ritrovati maggiormente richiesti alla Gilda hanno applicazioni belliche, ma le conoscenze alchemiche spaziano in campi vastissimi. Ogni alchimista si specializza in un certo numero di Strade, che gli permettono di approfondire la propria conoscenza in determinati campi della scienza. Si dice che ultimamente gli Alchimisti siano divenuti così abili nella loro arte da riuscire a creare filtri e pozioni con una rapidità quasi istantanea. Quali saranno in futuro gli sviluppi di quest'arte così ermetica e misteriosa è una domanda che si pongono in molti, gli speranzosi alleati della Gilda, ma ancor più i suoi possibili rivali.
Strada della Coagulazione. Gli studiosi di questa Strada apprendono a manifestare e fissare le virtù dell'Agente nella Materia attraverso il Solvente, creando nuova materia con nuove qualità. Applicazioni pratiche: catalizzatori, utili all'accelerazione o al rallentamento di determinati processi, rafforzamento, unione, assemblaggio, incarnazione, manifestazione ed infine formazione. Strada della Dissoluzione. Questa Strada studia il fenomeno bilanciante della Coagulazione. L'Agente in questo caso potenzia il Solvente per sciogliere la Materia nei suoi componenti di base. Applicazioni pratiche: frantumazione, indebolimento, disgiunzione e produzione di acidi. Strada della Sublimazione. Attraverso il processo studiato in questa Strada, la Materia viene disciolta dal Solvente nei suoi componenti, che vengono orientati dal più grezzo al più sottile in virtù del magnetismo dell'Agente, producendo un ordinamento e un raffinamento. A pplicazioni pratiche: incantare oggetti, miglioramento della qualità di oggetti, potenziamento della facoltà, percezione delle affinità magiche. La natura "spontanea" di questo processo pone dei limiti al massimo miglioramento ottenibile. Strada della Putrefazione. Con i metodi appresi in questa Strada pericolosa, il Solvente viene fatto agire contro l'Agente, sicché la Materia fissa in modo caotico le proprie qualità su di esso, producendo il ribaltamento dell'ordine della creazione e riducendo la terna alchemica a materia inerte. L'uso di questa operazione è altamente sconsigliato per i suoi effetti destabilizzanti. Applicazioni note sono: l'eliminazione dell'incantamento, la diffusione di malattie, l'alterazione della psiche, produzione di veleni ed infine la creazione di creature simili a non-morti. Strada della Separazione. Controparte della Putrefazione, è un processo utilizzato per il ripristino e per consentire così l'instaurazione del processo naturale di Coagulazione. Applicazioni pratiche: guarigione, purificazione, rigenerazione parziale, ricostruzione. Gli studiosi di questa Strada spesso coadiuvano i Guaritori nella loro opera. Un Alchimista capace, avendo a disposizione un po' di tempo, gli ingredienti necessari ed un laboratorio (quasi sempre fornito dalla Gilda stessa), può realizzare preparati alchemici in grado di produrre quasi ogni tipo di effetto. Questi preparati prendono il nome di Filtri. Ciascun Filtro ha degli effetti particolari e per essere creato richiede, a seconda della complessità, la conoscenza di un certo numero di Strade dell'Alchimia, la disponibilità di una certa quantità di Reagenti (vale a dire gli "ingredienti" di cui è composto il Filtro), un laboratorio adatto ed una certa quantità di tempo. Di recente la Gilda ha cominciato a sperimentare una nuova branca di applicazione dei principi di Ricerca, strettamente legata all'Alchimia tanto negli aspetti filosofici, quanto in quelli pratici, l'Ingegneria. Come suggerisce il nome stesso della disciplina, l'Ingegneria prevede la progettazione e la realizzazione di apparati, congegni e utensili frutto dell'ingegno del Ricercatore, invenzioni che dall'idea al progetto alla costruzione rispecchiano il genio dell'inventore. Gli usi di tali congegni sono tra i più disparati e ciascun Ingegnere è geloso dei propri segreti.
La Gilda fu fondata da Dionasius, si suppone, nel 643 d.B., all'inizio di quella che fu chiamata Età dell'Oro dalla tradizione. Il fondatore raccolse attorno alla sua figura alcuni piccoli gruppi organizzati di alchimisti, per farne una corporazione. Il suo progetto fu premiato dal successo e la Gilda degli Alchimisti prese piede nel tessuto economico, politico e sociale elaviano. La Gilda crebbe, fornendo i propri servizi: il bestiame cresceva pasciuto, cure ai malanni e ai veleni venivano dispensate da mani esperte, il legname per navi e ponti era reso robusto e perfino i segreti della cucina che ancora vengono apprezzati vennero diffusi dalla Gilda. Ma il tempo di Dionasius, come tutte le cose terrene, terminò. La gilda tuttavia proseguì sul percorso tracciato, seppur con troppo zelo. La generosità di alcuni allievi di Dionasius non tardò a dimostrarsi perniciosa: le genti iniziarono a dare per scontata l'opera degli uomini di scienza, e presero ad estorcere le loro creazioni. Inoltre, nel secondo decennio dell'800, Perdù, una delle consorelle più promettenti e capaci, decise di sottrarre complessi tomi e importanti attrezzature dai laboratori della Gilda, iniziando subito dopo ad aizzare il popolo conro degli Alchimisti seminando menzogne riguardo alle presunte ricchezze di cui i confratelli godevano a scapito della povera gente. Una teoria, per la verità non molto accreditata tra gli storici contemporanei, suppone che la stessa Calata delle Vipere dell'888 sia in qualche modo legata alla leggenda della trasmutazione del piombo in oro fatta circolare da Perdù. Molti alchimisti e uomini di scienza furono vittime dell'ignoranza del popolino ed altri rimasero uccisi nel corso dell'invasione teutone che vide l'occupazione della sede storica di Punta Regia e della sede secondaria di Placentia. Numerosi superstiti furono accolti segretamente sull'isola di Treon, governata da due casati discendenti dai maggiori studiosi che la storia elaviana ricordi, altri si rifugiarono nelle fila degli eserciti, adottando identità e ruoli molto differenti tra loro, ma mai qualificandosi come alchimisti. In questi tempi bui gli incontri tra alchimisti avvenivano ancora, grazie a stratagemmi concepiti dai confratelli più saggi. Gli anni passarono. Per riorganizzarsi, gli alchimisti attesero la pacificazione di Elavia sotto il dominio imperiale. Una qualche forma di stabilità fu raggiunta nella seconda metà del 900 e fu allora che i conciliaboli tra alchimisti divennero più grandi, più importanti e più frequenti. Gli alchimisti fondarono in un luogo segreto una nuova sede che coordinava una rete di confratelli che si stendeva su tutta elavia. Contratti venivano stretti, ma solo con individui facoltosi ai quali veniva affiancato un confratello sotto mentite spoglie per vigilare. Dopo alcuni decenni, attorno al 1000, la Gilda tornò ufficialmente ad operare fuori dalla clandestinità dichiarando Placentia la sua sede principale. La storia ha visto spesso la Gilda supportare i teutoni fornendo loro filtri e veleni in cambio di denaro e protezione e solo recentemente il popolo elaviano è tornato a rispettare gli Alchimisti a seguito dell'impegno dei reggenti da Sulfur a Zenobio da Grazzano a schierare gli Alchimisti al fianco delle altre corporazioni elaviane nel Concilio delle Gilde e a difesa della terra di Elavia nella lotta al Nulla.
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