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Personaggi votati:
| Autorità
Aërlynn Elessar Rango 7 |
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| Autorità
Faramir Kastar Rango 7 |
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| Decano
Encharoth Rango 5 |
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| Docente
Fëarantir Màro Aldaron Rango 4 |
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| Docente
Valerio Flavio Rango 4 |
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| Erudito
Astolphe DeŽCoubertain Rango 3 |
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| Erudito
Axel Kross Rango 3 |
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| Erudito
Bashir de la rose blanche Rango 3 |
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| Erudito
elroir sacredrose Rango 3 |
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| Erudito
Olympia Serena Delfine Diamantis Rango 3 |
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| Epigono
Cailean MacDuff Rango 2 |
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| Epigono
Ellenia Schwarztal Rango 2 |
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| Discente
Orazio Weimar Rango 1 |
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| Discente
Raphael Homswuord Rango 1 |
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Descrizione:
Gli appartenenti al Collegio sono dediti allo studio teorico dei culti di Elempos, con particolare riferimento, comŽè ovvio, a quelli praticati legalmente in Elavia. Tra di loro si trovano i massimi esperti di teologia, intesa come indagine approfondita dellŽinterezza dei dogmi divini e delle nozioni che ai mortali è dato di conoscere sulla creazione di Elempos e sui delicati equilibri ultraterreni che ne reggono le sorti. Molti teologi sono ferventi fedeli, ma non sono mai sacerdoti ordinati di una Chiesa, poiché nella laicità sta la chiave dellŽindagine del piano divino nella sua completezza: i membri del Collegio sono dediti alla diffusione di un principio ecumenico che vede i culti come parte irrinunciabile di un disegno divino voluto dal Padre Sabul. L´individualismo e l´intolleranza sono deplorati dal Collegio, che invita i propri membri a collaborare alla creazione di un tutto ben più grande della mera somma delle parti. Ogni forma di estremismo è attivamente scoraggiata perché rischia di sbilanciare il delicato equilibrio tra le fedi raggiunto al suo interno in lunghi anni di confronti e sacrifici. Ogni azione degli affiliati si bilancia tra opportunità politica e dogmi religiosi, rendendo gli appartenenti al Collegio propensi al dialogo e all´accettazione del diverso, se non addirittura fautori dell´integrazione dello stesso. Questo, naturalmente, laddove si tratti di culti accettati e legittimi: i teologi si dedicano parimenti allo studio approfondito di ciò che riguarda le eresie e i demoni, ma nei loro confronti lŽatteggiamento della Gilda è inflessibile. La ferma opposizione, anche armata, ad ogni forma di blasfemia, ossia la venerazione dei demoni antitetici agli dèi custodi di Elempos, è infatti tra i principi fondanti del Collegio.
Che siano studiosi o avventurieri, la Gilda invita spesso i suoi membri a compiere viaggi e pellegrinaggi di istruzione, in supporto a popolazioni in difficoltà e per risolvere crisi di ambito religioso, in modo da salvaguardare quella tregua tra culti diversi che ha consentito al Collegio di raggiungere ragguardevoli risultati. Fin dallŽinizio della sua storia, infatti, quello che oggi è il Collegio ha rappresentato l´ago della bilancia di numerose questioni sacre e profane, guadagnando il rispetto e la considerazione del popolo e dei dignitari elaviani: è cura della Gilda ridurre al minimo gli scontri tra culti, chiese e sette, con il fine creare un clima di tolleranza, se non amichevole quantomeno civile, persino tra i sacerdoti devoti a divinità diametralmente opposte. Le frange ortodosse di ciascun culto non vedono di buon occhio il Collegio e spesso ne sfidano i membri e le decisioni. Parimenti numerose Chiese hanno ampie fazioni interne che sostengono attivamente il Collegio per ragioni di piena condivisione d´intenti o semplicemente per interesse.
La corporazione è molto attiva tanto sul fronte della ricerca e della gestione delle conoscenze legate al sacro, quanto nello studio di reliquie e manufatti di ispirazione divina. Svolge inoltre un ruolo di formazione, istruendo coloro che ne fanno richiesta sui dogmi dei vari culti e sullŽarte mistica della Preghiera.
Lo studio ed il rispetto del divino e del trascendente non deve trarre in inganno: il Collegio Teologico è un´organizzazione pragmatica e ben attenta al mondo che la circonda, dedita alla conservazione delle conoscenze e degli ideali alla base della sua fondazione proprio come ogni altra Gilda elaviana. Ad oggi il Collegio, per le sue immense conoscenze e per la saggezza dei suoi Maestri, vanta un posto di rilievo nel consesso delle Corporazioni, di cui è de facto guida spirituale in ambito religioso ed in tutte le faccende riguardanti il divino.
La gerarchia interna del Collegio Teologico prevede i seguenti ranghi:
1 - Apprendista - Discente
2 - Studente - Studioso
3 - Praticante - Teologo
4 - Maestro - Docente
5 - Maestro - Decano
6 - Maestro - Luminare
7 - Autorità - Filosofo dei Culti
8 - Reggente - Ierofante
Storia: La fondazione del Collegio Teologico, così comŽè conosciuto oggi, risale soltanto alla fine del 1108 d.B. Tuttavia, la storia di questa illustre corporazione affonda le sue radici in tempi più antichi. Quello che ai giorni nostri viene chiamato Collegio Teologico nasce infatti sulle ceneri della Gilda conosciuta come Conclave delle Dodici Chiese, che riuniva al suo interno molti dei sacerdoti dei dodici culti maggiori, prima che le Chiese si affrancassero definitivamente, riunendosi in quello che oggi è noto come Conclave delle Chiese Elaviane e che rappresenta uno dei quattro grandi poli di potere di Elavia, completamente indipendente dal Concilio delle Gilde.
Le basi per la nascita del Conclave delle Dodici Chiese di Elavia furono gettate a seguito del Sinodo di Terin dell´822 d.B. convocato da Teodosio XX della Murata, alto prelato della Chiesa di Lhyra e Arciepiscopo di Sabul. Prima di questa data non si era mai resa necessaria la presenza di un organismo unitario che tentasse di riunire i vari culti sotto un´egida di collaborazione e mitigasse gli inevitabili scontri a carattere religioso e le ingerenze reciproche dei vari culti. Per lunghi anni infatti i rappresentanti delle dodici principali divinità venerate in Elavia e non solo, avevano in molte occasioni stretto alleanze, stilato trattati di non belligeranza ed accordi economici e politici, tesi al reciproco benessere, senza mai però far parte di un´organizzazione ufficializzata. D´altra parte, è altrettanto vero che eserciti ispirati da alcune Chiese si erano più e più volte scontrati sul campo di battaglia, con il fervore tipico degli uomini di fede, causando a volte la devastazione di interi luoghi di culto.
Ciò nonostante si era sempre mantenuta una condizione di generale equilibrio tra le parti, seppure in alcuni casi precaria. Fu la minaccia rappresentata dal progressivo indebolimento dei regni elaviani e l´imminente calata delle Vipere, le cui avvisaglie erano palesi, a destabilizzare drasticamente questo equilibrio: molte chiese e culti infatti si dichiararono immediatamente neutrali, stringendo trattati sia con i nobili elaviani che con i generali teutoni affinché la sacralità del loro culto non venisse profanata. Altri si schierarono apertamente a favore degli Elaviani ed impegnarono gli armati a loro disposizione e le proprie risorse per sostenere la Resistenza prima e la Ribellione poi. Infine, la Chiesa di Rahs, Dea patrona dell´Impero di Kaiser Gustav, si alleò immediatamente con le Vipere, appoggiando l´invasione della bella penisola.
Come è facile immaginare, in seguito a tutti questi avvenimenti alcune congreghe subirono molti danni, come ad esempio il principale culto legato alla Chiesa di Agaliel, devastato quasi per intero dalle truppe straniere; altre sette invece, come i fedeli di Rahs, ottennero poteri e privilegi notevolmente superiori a quelli di cui godevano in tempo di pace. Per arginare questo allarmante stato di cose i Patriarchi delle Chiese che si erano mantenute neutrali, e che temevano di eclissarsi rapidamente sotto il potere militare del nuovo Governatore e nel caos, convocarono nuovamente il Sinodo nell´anno 899 d.B. per rinsaldare i principi enunciati nel precedente, dando origine al Conclave delle Dodici Chiese che da allora si pose come possibile alternativa all´anarchia religiosa e strumento di sopravvivenza e studio di altissimo livello per i religiosi. Il vecchio Teodosio ricoprì la carica di Reggente fino al 903 d.B., dimostrando una prodigiosa longevità che i biografi attribuiscono alla sua grandissima fede. Con lo scopo di mantenere un fondo di equilibrio religioso in Elavia, il Conclave curò da allora i rapporti con i nobili e con le altre Gilde, e si occupò anche della formazione dei sacerdoti che si votavano a divinità minori, mantenendo pertanto al suo interno la più completa libertà di culto ed una stretta neutralità in ambito politico. Riconosceva al suo interno una suddivisione tripartita che accorpava e coordinava sotto di sé i culti del Chiarore, dell´Equilibrio e dell´Oscurità. Sebbene fosse preferibile che i suoi membri rispondessero a superiori dello stesso gruppo, non era raro il caso in cui i Maestri appartenevano ad un´area vicina, difficilmente opposta. I vescovi rappresentanti di ciascun culto in seno al Conclave erano detti Arcivescovi e si riunivano per eleggere il Reggente e prendere le maggiori decisioni in materia di fede e di gestione del Conclave stesso. Nonostante al patto ecumenico aderissero rappresentanti di tutte le Dodici Chiese e di alcuni culti minori, nessuna di queste istituzioni approvava incondizionatamente l´operato del Conclave. Ciascuna Chiesa era infatti sovrana e si riservava di accettare o meno le delibere del Conclave, non considerandole vincolanti.
Il Conclave attraversò, allŽinizio di questo secolo, rapidi cambiamenti al vertice: in seguito alla prematura morte dell´Arcivescovo di Agaliel, Cassandra da Firendhol, che ne era stata reggente e rappresentante con giustizia e moderazione dal 1065, oltre ad aver traghettato il Conclave nel Concilio delle Gilde, nel 1101 d.B. l´istituzione passò temporaneamente sotto la guida di Jera Thundersoul, Arcivescovo di Theratos. Nel volgere di un anno, questa rinunciò alla carica a favore dell´anziano Morieno, Patriarca della Chiesa di Lhyra e già Arcivescovo del Conclave. Questi manifestò la ferrea volontà di promuovere la verità e le conoscenze, dando al Conclave delle Dodici Chiese una connotazione più vicina ad un gruppo di studiosi. La saggezza di Morieno si dimostrò utile non solo al Conclave, ma al Concilio intero, all´interno del quale la sua opinione era ascoltata e tenuta sempre in somma considerazione: una mente forte in un animo dedito alle migliori intenzioni per i fedeli e per le Gilde elaviane.
All´alba della prima apparizione del Signore Oscuro Demetrius, allŽAdunanza del 1106, Morieno fece perdere le proprie tracce: si seppe più tardi che si era ritirato in meditazione presso Sabulium, avendo percepito lŽavvento di un grande male ma avendo fallito ogni tentativo di divinarlo più chiaramente. Ricomparve non molti mesi più tardi, ma nel frattempo la reggenza del Conclave passò a Raegar Hochberg, sacerdote e fabbro dedito a Theratos. Il carattere risoluto del nano si dimostrò di grande supporto nel buio periodo della seconda Guerra degli Scacchi. Nel breve interregno tra lŽAdunanza del 1108 ed il Concilio dŽInverno dello stesso anno, che vide le molte riforme promulgate in assenza del sovrano Lodovico I dal siniscalco Isabella del Tacco, Regar ricevette la carica di Patriarca di Elavia in vece del Granduca Romensil delle Foreste e fu introdotto del nuovo Alto Consiglio. Tuttavia a quello stesso Concilio dŽInverno, il Patriarca, in parte forzato da altri Arcivescovi del Conclave, decise di inquisire la cosiddetta Chiesa di Sabul per eresia, nella persona del suo maggiore rappresentante, Teodosio XXI della Murata, Asciepiscopo di Sabulium e feudatario del Granducato della Rocca. Fu una mossa azzardata: non solo il processo si concluse con la piena assoluzione, ma fu la miccia che accese tutti i contrasti a lungo rimasti sopiti tra i rappresentanti delle varie Chiese allŽinterno della Gilda. I Reggenti del Concilio delle Gilde si riunirono per unŽintera notte, quella tra il VII e lŽVIII giorno dello Scorpione, al termine della quale il Conclave delle Dodici Chiese fu dichiarato sciolto, mentre fu decretata la nascita di una nuova corporazione di stampo laico, dedita allo studio dei culti più che alla loro pratica: il Collegio Teologico. Fu un momento di disordine: molti sacerdoti della Gilda trovarono conforto nelle rispettive Chiese, che frattanto si costituirono come un polo a sé stante e scelsero di mantenere una certa continuità con lŽantico luogo di confronto, denominando il loro organo di rappresentanza Conclave delle Chiese Elaviane. Alla reggenza del Collegio fu chiamato lo stesso Teodosio XXI della Murata, che depose il suo rango ducale. Egli improntò subito il suo mandato ad una ferrea lotta alla blasfemia, e fu su questo punto, in un tempo di incertezze legate alla nuova influenza che il demone Karàndras stava acquisendo su Elavia, che maggiormente sŽincentrò la campagna che portò il Collegio ad ottenere la Reggenza del Concilio delle Gilde nel 1110, soprattutto grazie alle risorse ed allŽabile politica del Maestro Faramir Kastar.
Reggente: Teodosio XXI della Murata, Ierofante del Collegio Teologico.
Fondatore: Teodosio XX della Murata, sacerdote di Lhyra e Arciepiscopo di Sabulium (822: Sinodo di Terin - 899 Conclave delle Dodici Chiese)
Stemma: dŽazzurro al Mandala delle Vie dŽoro, argento, acciaio e ferro.
Motto: "Molte Vie, una Verità"
(v. 1.3 - 22/12/2010)