Concilio delle Gilde
Il Concilio delle Gilde
Le Corporazioni, o Gilde, rappresentano i maggiori poli di studio e di conservazione di conoscenza in Elavia. Nate come associazioni di mestiere, mantengono un carattere fortemente meritocratico e legato, naturalmente, alle attitudini degli affiliati per lo specifico campo di studi.
Tra le molte, piccole corporazioni nate e sciolte nel corso dei secoli, otto sono emerse tra lŽera dei Regni Liberi ed i difficili anni dellŽinvasione dellŽImpero Teutone prima e di Demetrius poi, affermandosi insieme come polo di potere a sé stante in Elavia: lŽAccademia delle Arti Arcane, il Collegio Teologico, la Corporazione dei Poeti Erranti, la Gilda degli Armorieri, la Gilda degli Esploratori, la Gilda dei Guaritori, la Loggia delle Scienze Alchemiche ed Empiriche e lŽOrdo Grifonis.
In quasi ogni baronia vi sono piccole scuole gestite da affiliati delle Gilde, che si occupano, a seconda dei casi, della prima istruzione di coloro che possono permettersi un compenso adeguato oppure della ricerca di nuovi membri promettenti, ma gli unici fulcri riconosciuti del potere di una Corporazione, la cui area è sotto la giurisdizione della stessa, sono le Accademie, imponenti centri di cultura, circondati da campi e cittadine che sulla massiccia affluenza degli studenti basano in gran parte la loro economia.
Le Gilde elaviane riconoscono, ciascuna al proprio interno, il medesimo ordine gerarchico, in cui si distinguono otto gradi di progressiva autorità:
1 - Apprendista
2 - Studente
3 - Praticante
4 - Maestro
5 - Maestro
6 - Maestro
7 - Autorità
8 - Reggente
Ciascuna Corporazione è solita poi definire con titoli interni i differenti ranghi dei Maestri, ma sono distinzioni che agli occhi del comune Elaviano hanno scarsa rilevanza, poiché la parola di un alto esponente della Gilda, quale che sia il suo rango interno, è comunque di estrema autorevolezza in materia di studio.
In Elavia le Corporazioni hanno un periodico ritrovo e, all´occorrenza, una voce comune nel Concilio delle Gilde: tale organo ha il compito di dirimere le questioni di maggiore rilevanza e viene indetto solamente dietro consenso di tutte le Gilde e sotto il patrocinio del Reggente del Concilio, che ne è la maggiore espressione e che rappresenta le Corporazioni all´interno dell´Alto Consiglio di Elavia; ogni due anni infatti la carica di Reggente viene rimessa al Concilio e da esso nuovamente assegnata.
Dalla metà del 1110 il Reggente del Concilio delle Gilde è Teodosio XXI della Murata, Ierofante del Collegio Teologico.
Storia del Concilio delle Gilde: Sebbene rappresenti ormai uno dei quattro grandi poli di potere politico e sociale di Elavia, il Concilio delle Gilde è unŽistituzione piuttosto giovane. La sua origine risale infatti al 1089 d.B. Prima di questa data la storia ricorda le corporazioni elaviane come entità per lo più indipendenti lŽuna dallŽaltra, ognuna con una propria storia: per quanto vi fosse qualche sporadico contatto, in alcuni casi venato di concorrenzialità e competizione anche dura, in altri costituito da scambi o baratti di mutuo vantaggio, i rapporti tra le Gilde del passato possono essere considerati incidentali. Le Gilde di allora avevano spesso commistioni con il potere politico delle corti, che a tratti era fonte di interessato mecenatismo, alleato o acerrimo nemico. Uno dei grandi meriti che possono essere attribuiti alle Gilde elaviane è sicuramente quello di essere riuscite ad influenzare molti degli avvenimenti a loro prossimi, mantenendo sempre un certo grado dŽindipendenza. Eclatante a questo proposito è la vicenda che vide la Corporazione dei Poeti Erranti influenzare fortemente la costituzione del ducato di Ilopan nel 769 d.B.
Fu lŽinvasione teutone a spingere le corporazioni elaviane a stringersi lŽuna accanto allŽaltra e ad unire le proprie forze: quello stesso moto centripeto che portò allŽestinzione o allŽaccorpamento delle gilde minori. Ci vollero tuttavia diversi anni prima che i tempi e le personalità coinvolte fossero pronte ad affrontare davvero un cammino comune. LŽImpero agì su più fronti, anzitutto occupando militarmente la sua nuova provincia, dunque imponendo una religione di stato (il culto di Rahs), ingerendo sui commerci e appropriandosi dei Circoli della penisola. In tutto ciò, al di là dellŽovvia destabilizzazione portata dallŽinvasione, la politica teutone andò a collidere con gli interessi della Gilda degli Armorieri, del Conclave delle Dodici Chiese e dellŽAccademia delle Arti Arcane, che assistettero impotenti alla distruzione della Gilda degli Alchimisti di Placentia che fu letteralmente rasa al suolo. Nel frattempo a Ilopan il Governatore imponeva un Direttorio di nomina teutone che governasse le sorti della Corporazione dei Poeti Erranti. La Gilda degli Esploratori fu la prima a muoversi, nel segreto, appoggiando le ribellioni locali e garantendo il passaggio di merci, armi e dispacci nelle piste nascoste e sconosciute agli invasori. La reazione delle altre Gilde seguì gradualmente.
Nel frattempo la nobiltà era ridotta allo stremo, i sopravvissuti si erano asserviti al dominio teutone per preservare posizione e ricchezze o per proteggere il popolo, mentre coloro che osarono opporsi allŽinvasore morirono nellŽintento o si dettero alla clandestinità, non mancando di aiutare i ribelli laddove possibile, ma con risultati non apprezzabili.
Le Gilde, in qualche modo, erano riuscite a sopravvivere, scendendo a patti con le Schlagen solo quando questo era necessario alla loro sopravvivenza. In particolare la Gilda degli Armorieri, approfittando dellŽindebolimento generale del commercio elaviano, costruì una sorta di monopolio mercantile collaborando con lŽindebolita Vez e il nascente astro del Tacco e strinse accordi tanto vantaggiosi con la Teutonia da potersi permettere di mantenere la sede nella Fortezza di Morulin anche dopo la tardiva occupazione della città (1092).
Una notte del mese del Gufo dellŽanno 1089, i Reggenti Ermanno Torresi (Gilda degli Armorieri), Sulfur (Gilda degli Alchimisti), Eliseth (Corporazione dei Poeti Erranti), Raben di Via Regia (Accademia delle Arti Arcane), Frido da Colleluna (Gilda degli Esploratori) e Cassandra da Firendhol (Conclave delle Dodici Chiese) si riunirono in un luogo tuttŽoggi segreto e discussero sul da farsi. Questo incontro ha assunto negli anni caratteristiche mitiche: si parla di una sala circolare, allŽinterno di unŽalta torre. Qualcuno ritiene che i firmatari in realtà non fossero solo in sei, ma che una settima persona partecipò e collaborò alla riunione. Alcuni sostengono anche che il "Patto del Concilio" sia ancora custodito in quella stanza e che ogni nuovo Reggente di Gilda vi venga condotto per apporre la propria firma. Quali che siano le dicerie e le verità riguardo questo patto, ciò che è storia è che da quel momento molte cose cambiarono.
Una ad una le Corporazioni proclamarono la loro neutralità nei confronti della politica. Grazie a queste dichiarazioni riuscirono a guadagnare un poŽ di respiro dallŽoppressione dellŽImpero. La facciata delle Gilde rimase impassibile e distaccata davanti agli orrori compiuti dagli invasori, ma nellŽombra molte delle corporazioni si adoperarono per aiutare laddove possibile il popolo e la Ribellione. Non è un segreto il grande aiuto che fu fornito dalle Gilde ai ribelli noti come Fenici nei primi anni del 1100, un aiuto che portò in sette anni alla caduta definitiva della dominazione teutone in Elavia.
Il primo Reggente del Concilio fu Eliseth, principale artefice del patto, che rimase in carica tre anni. Nel 1093 la situazione impose che fossero gli Armorieri, nella persona di Ermanno Torresi, a prendere la guida del Concilio. La carica rimase di appannaggio degli Armorieri per lunghi anni, intervallata solo da una reggenza degli Esploratori dal 1094 al 1096.
NellŽestate del 1102 lŽAccademia delle Arti Arcane e il Conclave delle Dodici Chiese riuscirono a convincere le altre Gilde, e in particolare gli Armorieri, dellŽesistenza della minaccia del Nulla. La consapevolezza della natura mistica della grande minaccia fu così forte che nellŽanno 1106 la Reggenza passò allŽAccademia delle Arti Arcane.
Quello stesso anno, a seguito del ritorno di Demetrius, una profezia vaticinò che solo una nazione guidata da un unico sovrano avrebbe potuto sconfiggere lŽImperatore shuel e per il bene di Elavia il Concilio decise di sottomettersi allŽautorità del Re, mantenendo la più assoluta neutralità nella Sfida per il Trono che ne determinò lŽascesa. Tuttavia, a partire da quel momento, molti furono i contrasti, più o meno palesi, che videro l´ormai affermato organo del Concilio delle Gilde contrapporsi al nascente Senato, che si poneva come il naturale organo di consiglio del Re e riuniva i nobili di antica schiatta e quelli nuovi "di spada". In confronto di forze trovò il suo equilibro soltanto nella seconda metà del 1108, quando, durante la temporanea assenza del Re, la Granduchessa del Mare, ricoprendo il ruolo di Siniscalco, attuò una riforma che sancì l´equivalenza formale dei quattro grandi poteri che reggevano lo Stato: Granducati, Gilde, Chiese e Leghe Mercantili, attribuendo a ciascuno di questi organi una rappresentanza identica in seno allŽAlto Consiglio. Una volta sconfitta la minaccia di Demetrius, infatti, le potenze elaviane estranee allo stretto circolo della nobiltà da cui era emerso il sovrano, prima fra tutte il Concilio stesso, iniziarono a scalpitare, pretendendo nuovamente quellŽautorità a cui avevano rinunciato in nome del benessere comune e della risoluzione della crisi. Nel volgere di pochi mesi lŽAlto Consiglio si pose come organo di controllo del sovrano e, di fatto, esecutivo nellŽassetto dello Stato, garantendo ai poteri antichi e nuovi che avevano fatto la storia di Elavia la medesima dignità ed il medesimo controllo.
Stabilita tale posizione di equità, il Concilio stesso, che spiccava fino a quel momento per la sua profonda unità di intenti e dŽazione, vide riaprirsi vecchie diatribe al proprio interno. La storica rivalità tra Accademia delle Arti Arcane e Gilda degli Armorieri si riaccese, conducendo in alcuni casi altre Corporazioni a prendere le parti dellŽuna o dellŽaltra in modo più o meno netto. Ad ogni modo tali contrasti si sono mantenuti fino ad ora sul piano meramente diplomatico.
(v. 1.3 - 22/12/2010)