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Ambientazione
 
 
 
Le Corti granducali
 
 
 
 
 
 
 
 
Corte Granducale della Rocca
 
 
Possiede 21 baronie:
Bergen | Montelubiano | Britia | Valdicastro | Lario | Feroggia | Nemphir | VilŽhorn | Lodinium | Am-Aterec | Sabulium | Aravon | Apasia | Demetria | Sein | Tarvisium | Lagolungo | Verkel | Rivoalto | Visenthia | Veronium |
 
Personaggi votati:
Duca
Andraax di Apasia
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Alfiere
Ithil Eldaril Sundrillien
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Arconte
Ryan da Apasia
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Capitano
Leonora Clotilde di Torrevolta
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Cavaliere Ducale
Balgas Ludking
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Cavaliere Ducale
Bazram Von Krieg I
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Cavaliere Ducale
Kassad Freedman
Rango 3
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Cavaliere Ducale
Kurt
Rango 3
 
 
Cavaliere Ducale
Leandro Basilio da Apasia
Rango 3
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Cavaliere Ducale
Varkoth Ow Zauker
Rango 3
 
 
Cavaliere Ducale
Virginia Vanessa Gallio
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Araldo Ducale
Aldarion
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Araldo Ducale
Anaire Ninloth
Rango 2
 
 
Araldo Ducale
Berlenzio Stormsailor
Rango 2
 
 
Araldo Ducale
Corrado Della Rovere
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Araldo Ducale
Enrich
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Araldo Ducale
Formido
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Araldo Ducale
Frederick von Bjorn
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Araldo Ducale
Nylad
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Araldo Ducale
Viktor ult Marcus Talib Imajiaghen Kel-Hassir
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Scudiero Ducale
Ideo Istvan Rubik
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Scudiero Ducale
Lucas Fleming
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Descrizione:

Erede di un retaggio variegato di matrice militare e mercantile, il Granducato della Rocca riveste un ruolo di preminenza nel panorama elaviano da quando il Granduca è asceso al trono di Elavia nel 1107. Fin dalla firma della Carta di Veronium la compagine territorialmente più rilevante dello scacchiere elaviano, la Rocca ha perso nella guerra contro Demetrius numerose baronie, pur rimanendo il Granducato che conta il maggior numero di territori. La distanza tra i feudi, che di primo acchito potrebbe apparire una debolezza, è a ben guardare fortemente tattica, garantendo il controllo della totalità dei mari e di numerosi punti chiave della nazione.
La corte è governata dalla duchessa Claudia Prisca, madre del re di Elavia Lodovico I, già Granduca della Rocca col nome di Gunther Caio Lodovico ow Kreutz Priscus. La duchessa ha assunto il titolo di Sovrintendente del Granducato proprio per desiderio di suo figlio allŽinizio del 1109, quando questi ha scelto di dedicarsi al suo ruolo di sovrano dellŽintera Elavia senza altri vincoli. Nobile moriana matrona della gens Prisca, cresciuta fra le figure di maggior spicco della nobiltà elaviana, Claudia è una donna cortese e raffinata, ma anche avvezza alle finezze ed ai trabocchetti della politica e risoluta nelle sue decisioni. In giovane età andò in sposa a Stard ow Kreutz, lŽuomo che gli invasori teutoni avrebbero presto insediato quale nuovo duca di Mor, e dal matrimonio nacque Gunther, di cui Claudia fu sempre un saldo punto di riferimento ed un notevole alleato politico. A dispetto della sua apparenza fragile, la duchessa guida il Granducato della Rocca con mano ferma, facendone un esempio di forza e stabilità. È inoltre donna di grande cultura, amante dellŽarte e della letteratura, di cui si fa spesso graziosa mecenate.
La politica del Granducato è basata sullŽorganizzazione militare e sullŽoculata gestione dei mercati e delle rotte commerciali grazie soprattutto allŽoperato dei ducati di Apasia e Vez, ai quali si sta lentamente affiancando il ducato di Grifonea. LŽorganizzazione militare è capillare e in tutte le maggiori città sono state istituite accademie e centri di addestramento, mentre le forge di Nassel e Feroggia sono in funzione giorno e notte per armare i soldati.

Storia: Le origini del Granducato della Rocca sono da ricercarsi in quella frangia del Governatorato teutone in Elavia dotata di sufficiente senso critico da comprendere, seppur tardivamente, la necessità di autodeterminazione del popolo elaviano. Già prima dellŽavvento del giovane Gunther alcuni luogotenenti (teutoni o elaviani assoggettati) avevano dimostrato una certa freddezza nei confronti della distante Teutonia e dei governatori degli ultimi anni, palesando al contempo un rispetto crescente per alcuni esponenti della Ribellione. Parimenti, generazioni dopo il madornale errore di valutazione della Repubblica di Vez, lo stesso Doge Venanzio, da sempre cauto e calcolatore, cominciava a covare il dubbio che il giorno della riscossa fosse alfine giunto. La prima roccaforte di questo movimento fu Feroggia, nellŽallora Ducato della Marca. Qui i sostenitori di Gunther trovarono il consenso necessario per dichiarare ufficialmente la propria indipendenza dalla Teutonia e lo spontaneo vassallaggio al giovane duca, ponendo il primo confine di quello che sarebbe stato uno dei più influenti interlocutori della politica elaviana, il Granducato della Rocca. Formato a Morulin e a Rosenburg, Gunther comprese la necessità di troncare di netto ogni rapporto con lŽascendenza teutone e così sciolse il corpo dei Cobra, a lui fedele, e si ripromise di assumere al più presto un nome elaviano. Sebbene trattenuta a lungo in una prigionia dorata in Teutonia, Claudia Prisca fu indispensabile allŽascesa di suo figlio, favorendo la sua crescita politica attraverso quei contatti che con grande difficoltà era riuscita a mantenere anche lontana da Morulin.
A seguito della presentazione in Senato nellŽautunno 1106, vi fu molta indecisione nei notabili elaviani, tanto per le ascendenze paterne di Gunther, quanto per la sua estrema giovinezza e per il fatto che anche al confronto della maggior parte dei senatori presenti esso apparisse privo dellŽesperienza necessaria a governare. Fu ben presto chiaro che tanto il sangue, quanto lŽetà non potevano pregiudicare le indubbie doti del Granduca della Rocca e il fatto che lo scaltro Venanzio Vez avesse deciso di appoggiare (e presumibilmente finanziare) il giovane, accese lŽinteresse di altri personaggi preminenti della politica elaviana.
Il vassallaggio di Apasia alla Rocca fu decisivo, benché ciò sia apparso come una frattura insanabile con i vecchi alleati della Federazione Elaviana, oltre che un chiaro segnale dŽindipendenza dallŽallora Regno di Toscanheim rivendicato da Romensil Varyaldaron con lŽappoggio dellŽAdertharan. Il fiuto politico di Andraax da Apasia e Varkoth Castiglioni ow Zauker assicurò alla Rocca nuovi, importanti vassalli tra i quali la nascente corte di Ilopan, Teodosio XXI dellŽArciepiscopato di Sabulium, che in seguito divenne reggente del Collegio Teologico Elaviano, il clan Jorg Ulf, i casati Chironna e Palazzi del Nalim e, in extremis, lŽinfluente e saggio Felix Appiano, amico di vecchia data della matrona Prisca.
Nel 1107 Gunther salì al trono con il nome di Lodovico I Caio Gunterio della Rocca e da allora egli governa Elavia quale Sovrano.
Il Bianco Cavallo aveva scelto il suo cavaliere, indispensabile secondo le profezie per poter sconfiggere lŽimperatore-stregone Demetrius. Durante lŽElemkrast, nella primavera del 1108, il Re, grazie alla maschera di Sabul, esiliò dai territori di Elavia Demetrius allŽinterno del circolo di Demetria, permettendo così la vittoria finale della guerra e lasciando in seguito agli avatar degli Dei di svolgere ciò per cui si erano incarnati.
Durante lŽAdunanza del 1108 il Re fu assassinato da Saprinio il Moro, capo spirituale dellŽordine dei Cavalieri del Manto, fedeli di Rahs Narceo; dietro al suo assassinio vi era la vendetta di Saprinio verso il padre ormai defunto di Lodovico I, che aveva fatto istituire il falso culto di Rahs Narceo per portare a Mor la fede in Rahs senza però destabilizzare il popolo già provato per la guerra. Dopo il suo ritorno in vita, tuttavia, gli eserciti dei Granducati non riuscirono a proteggere il Granduca della Rocca che, toltosi simbolicamente la corona, affrontò lŽesercito dei Cavalieri del Manto perendo in una delle più tragiche battaglie degli ultimi anni.
La sua anima fu recuperata durante una delle ordalie del demone Karàndras durante lŽinverno del 1108. Tornato in vita, sotto lo sbigottimento di tutti i presenti, il Re di Elavia intraprese la partita a scacchi con il demone.
AllŽinizio del 1109 Lodovico I, sottolineando il suo ruolo di sovrano dellŽintera Elavia, rinunciò alla guida del Granducato, assegnandone la sovrintendenza alla madre Claudia Prisca, a cui lŽallora duca Edhelion Marcus Telcontar Iulius rimise spontaneamente il governo del ducato del Cervo. Tra il 1109 ed il 1110, le risorse del Granducato furono impegnate prevalentemente nella campagna militare per la riconquista di Demetria, roccaforte del marchiato Krundal: fu unŽoperazione lunga e difficile, che alla fine del 1110 era però giunta quasi al suo totale compimento.

Granduca: Claudia Prisca, Sovrintendente del Granducato della Rocca, Duchessa del Cervo, baronessa di Feroggia.
Feudi: Ducato del Cervo, Ducato del Leone, Ducato di Apasia, Ducato di Feroggia, Ducato di Grifonea, Ducato di Vez, Baronia di Am-Aterec, Baronia di Ilopan, Baronia di Sabulium.
Capitale: Feroggia
Stemma: di rosso, al leone rampante con la coda dalla testa di serpente brandente una spada nella zampa destra, il tutto dŽoro.

(v 1.8 - 16/12/2010)