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Le Corti granducali
 
 
 
 
 
 
 
 
Le Corti Granducali
 

I Granducati rappresentano la principale suddivisione territoriale interna di Elavia, a loro volta suddivisi secondo un sistema di tipo feudale che fa capo ad un Granduca. Gli eserciti granducali rappresentano la più ingente forza militare del regno.

Ciascuna corte granducale ha le proprie peculiarità, derivate dallŽimpronta del Granduca e dallŽidentità dei vassalli.

Nelle armate granducali vige una precisa gerarchia, così ordinata a partire dal basso: I - guardia; II - sergente; III - gonfaloniere; IV - capitano; V - arconte; VI - alfiere; VII - duca.

Ogni Granduca ricopre il massimo grado nella propria armata ed ha su di essa piena autorità, proprio come ne ha su tutte le terre sotto il suo controllo.

LŽorgano di confronto tra i rappresentanti dei Granducati è il Senato Elaviano: ogni due anni il Senato sceglie tra i Granduchi un Cancelliere, massima carica nellŽambito delle corti granducali e loro rappresentante nellŽAlto Consiglio di Elavia.

Le origini dellŽorgano senatoriale sono molto antiche e risalgono alla Repubblica di Morulin. Fu proprio Benedict Iulius Eryados, che in seguito alla liberazione di Mor vi si insediò nuovamente come Duca legittimo, che a partire dal suo rientro in Elavia nel 1103 iniziò a gettare la basi per la rinascita di questa istituzione: diversamente dal passato, nella speranza di vederla un giorno a guida di una nazione unita, la volle stabilire su base nazionale, ed invitò ad aderire tutti i nobili elaviani scampati allŽinvasione teutone, nonché i cosiddetti "nobili di spada" o "di conquista", che aderendo alla Ribellione in funzione anti-teutone avevano riscattato con i propri eserciti personali vasti territori.
Il 1106, con la profezia che indicava nella ricerca di un sovrano la via per la vittoria contro Demetrius, vide finalmente lŽaffermazione del Senato: al suo interno infatti furono presentati i pretendenti al trono, ed esso si affiancò nel governo al sovrano quando Lodovico I salì al trono nel 1107. A partire dal 1106, in effetti, molti furono i contrasti, più o meno palesi, che videro lŽormai affermato organo del Concilio delle Gilde contrapporsi al nascente Senato, in un confronto di forze che trovò il suo equilibro soltanto nella seconda metà del 1108, quando, durante la temporanea assenza del Re, lŽallora Siniscalco Isabella del Tacco attuò una riforma che sancì lŽequivalenza formale dei quattro grandi poteri che reggevano lo Stato: Granducati, Gilde, Chiese e Leghe Mercantili.

(16/12/2010)