GRVItalia
 
 
 
Ambientazione
 
 
 
 
Demetria (Potenza - Basilicata)
 
 
Sede di gilda Ordo Grifonis
 
Tribunus
Imrik
Rango 3
resized
 
 

Feudo: Nuovo Impero Shuel (rivendicato dal ducato di Feroggia, Granducato della Rocca)
Governante: Demetrius
Estensione: 3.446 kmq
Signorie: Demetria, Rivonero
Capitale: Demetria
Popolazione: 39.000 abitanti (censimento del nuovo impero shuel 1107 d.B.); 80% umani, 5% Elfi, 5% Orchi, 5% Lherara, 5% altro
Circoli rituali: Demetria (maggiore), Rivonero (minore), Urial (teletrasporto)
Araldica: arma: di porpora alla torre alta e sottile dŽoro; capo onorevole del Nuovo Impero Shuel (sole nascente dorato)
Descrizione: "Ho visto grigie distese di polvere, un oceano di silenzio dal quale si elevava un canto sommesso che mai dimenticherò. Ho camminato per vuoti sentieri lungo i quali aguzzi speroni di roccia si affacciavano minacciosi. UnŽinfinita paura attanagliava il mio cuore ormai raffreddato dalla mancanza di ogni sentimento umano. Solamente pietra e rocce accompagnavano ogni mio passo accusandomi con lo sguardo per quello che mi stavo accingendo a fare.

Infine di fronte a me giunse la meta del mio abbietto pellegrinaggio: Demetria, capitale del nuovo Impero Oscuro, si apriva di fronte ai miei occhi, in unŽampia vallata. Sul lato destro la struttura di pietra che circondava il circolo rituale maggiore, utilizzato quando ancora la baronia si chiamava Lubasium, nellŽArcivescovado di Mezzo. Ricordi di una storia dimenticata oramai, cancellata da colui che in breve avrei guardato negli occhi.

Una torre cilindrica alta decine di metri, dalla quale in più punti grandi terrazzamenti sbirciavano il mondo esterno.

Dal centro di essa si dipartivano cinque ali esterne, strutture dedicate presumibilmente ad alloggi o caserme.

Il tutto circondato da una grigia muraglia. Dalla cima della salita rimasi senza fiato vedendo schiere di lherara che marciavano. Erano migliaia, uno spettacolo che raggelò ogni muscolo del mio corpo.

Di fronte alle porte in molti attendevano il loro turno per poter entrare nel palazzo, per poter giurare la propria fedeltà allŽImperatore; una folla che mai mi sarei aspettato, condannati ad unŽesistenza amorale.

Le ampie volte erano prive degli antichi dipinti religiosi. Ogni segno delle divinità che un tempo venivano venerate in quei luoghi era sparito lasciando spazio solamente a greche color porpora che ovunque richiamavano alla memoria gli antichi fasti dellŽImpero.

Infine la sala del trono. Drappi viola pendevano da ogni muro mostrando il simbolo del sole nero nascente, il nuovo impero a cui stavo giurando la mia fedeltà: ma dovetti abbassare lo sguardo rendendomi conto in breve tempo che il lungo tappeto nero sul quale camminavo altro non era che il lungo strascico del suo mantello. Mi inginocchiai e capii per la prima volta il significato della parola paura.

Mi disse di farmi avanti come un padre parla al figlio pentito. Una voce fredda, priva di qualsiasi emozione. Quando fui di fronte a lui non alzai lo sguardo poiché sapevo che se avessi visto il suo volto sarei fuggito condannandomi a morte.

Giurai fedeltà allŽImperatore. Giurai fedeltà al Nuovo Impero Shuel ed egli reagì come mai mi sarei aspettato. Mi fece alzare in piedi, fece lo stesso e mi avvolse in un gelido abbraccio.

La strada del ritorno è lunga, le pagine del mio diario oramai sono terminate.

La strada del ritorno è lunga, ma credo che in realtà non ci sia ritorno per me..."

Ultime pagine del diario di Costanzo di Ramo Alto, morto suicida sui confini di Demetria.

Un tempo denominata Episcopato di Lubasium e parte dellŽArciepiscopato di Mezzo (o Mezzaterra), la baronia di Demetria è attualmente occupata dalle truppe del Nuovo Impero Shuel. Quella di Mezzo è la più antica teocrazia di tutta Elavia e aveva la sua sede nella Torre dŽOro, un edificio che si dice sia stato eretto dagli stessi Dei agli albori della storia, sede del concilio degli episcopi e dimora dellŽArciepiscopo, figura che la nobiltà elaviana equiparava al rango ducale. Si dice che nella torre siano custoditi alcuni dei tomi più antichi di Elavia, raccolti e ricopiati dagli amanuensi in secoli di paziente ricerca e devoto lavoro. EŽ ferma credenza delle genti di Mezzo che la Torre sia situata al centro del mondo, di cui è la colonna portante. Se dovesse crollare, tutta Elempos cadrebbe in rovina.

La baronia presenta un terreno aspro e brullo popolato da unŽantica civiltà dalle antiche tradizioni legate alla pastorizia e alla coltivazione della vite e dellŽolivo. Oggi Demetria è la dimora del male che affligge Elavia, la capitale di un impero del passato, il rifugio nel quale gli abbietti trovano dimora votando la propria esistenza al Nulla. La Torre dŽOro è occupata dal governo del Nuovo Impero Shuel e qui il dio-imperatore Demetrius ogni giorno e ogni notte concede udienze, impartisce ordini, giudica e condanna.

La signoria di Melph, a nord, è stata ribattezzata Rivonero, dal nome della località che ospita un piccolo circolo rituale. Si tratta di una zona più abitata rispetto a Demetria, ricca di città in parte ricostruite dopo lŽinvasione, in parte abitate da coloro che si sono subito piegati di fronte alla supremazia dellŽimperatore. Rivonero è costantemente pattugliata da truppe lherara. Ciò che rimane del popolo autoctono si è assoggettato al dominio Shuel e obbedisce alle ferree leggi dellŽImpero.

NellŽestremo sud, sul confine, si trova lŽabbazia di Urial, un tempo sede della chiesa di Lubas, oggi solo un tetro edificio abbandonato. Voci non confermate parlano di luci e voci salmomdianti udite di recente tra le sue navate in rovina.


Storia: Le prime testimonianze attendibili riferite alle terre di Mezzo sono da ricercarsi nei lontani tempi del Regno di Punèa governato dal re-sacerdote Zara Menfis. Le terre dei Medii, già colonizzate dagli atlassiani, caddero sotto il dominio dellŽinfluente sacerdote mediorientale attorno al 449 a.B.

A seguito dellŽascesa dellŽImpero Shuel, il Regno di Punèa ampliò suoi domini alle terre di Tallia (lŽattuale Tacco) e solo con lŽascesa al potere di Demetrius Punèa e Impero Shuel vennero in contatto dapprima contendendosi le terre a sud di Ilopan, poi stringendo un patto che vide il vassallaggio di Zara Menfis allŽimperatore-stregone (199 d.B.).

Il Regno di Punèa conobbe un periodo di grande decadenza quando il suo signore, ritenuto immortale, scomparve in concomitanza con il crollo dellŽImpero Shuel. I generali di Punèa si contesero allora le terre dando vita a numerose unità territoriali in costante contrasto fra loro.

Durante lŽEra dei Regni Liberi i popoli discendenti dalle stirpi dei Medii e degli atlassiani Lubasii e Sabulii si riunirono sotto un consiglio di sacerdoti che diede vita al Patriarcato di Mezzaterra che in seguito divenne lŽArciepiscopato di Mezzo.

Il Patriarcato pose la sua sede presso la Torre dŽOro, un edificio antichissimo che aveva già ospitato il maggiore tempio puneano. Nella torre si riuniva il consiglio degli anziani di Mezzaterra, in seguito detti episcopi (poi vescovi presso le Chiese elaviane), formato dagli esponenti di tutte le religioni presenti nel patriarcato. Il consiglio provvedeva allŽelezione delle cariche nobiliari, che seppur vitalizie non erano dinastiche. Il forte taglio teocratico del governo fu causa di molte morti. La storia antica dellŽArciepiscopato è caratterizzata infatti da una profonda intolleranza religiosa, soprattutto nei confronti di quelle che vennero allora considerate "eresie". Molto sangue venne sparso e molti roghi attizzati dai terribili inquisitori di Mezzaterra, agli ordini dellŽallora Arcivescovo Lodovico II. Oggi i fuochi sono spenti e il ricordo dellŽinquisizione appartiene solo al passato: nellŽanno 1.100, quale conclusivo segnale della politica moderata dellŽarciepiscopato, lŽepiscopo Rolando Mare Blu, barone di Sabulium,  ha "abolito" lŽordine degli inquisitori, bandendolo dal territorio.

Il culto dei Dodici, sotto la sapiente guida dellŽArciepiscopo e Gran Sacerdote di Sabul, ha conosciuto una tolleranza e un ecumenismo raramente mostrati altrove. Nella baronia erano presenti templi di tutti i principali culti. Sapienti ed eruditi eremiti, saggi e monaci abbondavano e spesso accoglievano con benevolenza i visitatori ed i pellegrini. Abbandonati i tratti più "oscuri" e violenti delle singole fedi a beneficio della pacifica convivenza, il popolo abbracciava il culto dei Dodici, rivelato loro nella dottrina che viene chiamata "la Verità di Sabul".

Tra i personaggi più celebri lŽarciepiscopo Teodosio XX della Murata, vescovo di Lhyra e fondatore del Conclave delle Dodici Chiese nellŽ822 d.B. Egli esportò in tutta Elavia lŽecumenismo proprio della Verità di Sabul ponendo le basi ad una più ampia comunione delle fedi. Presto, però, gli episcopi di Mezzaterra entrarono in contrasto con i vescovi del Conclave giudicando la dottrina di Terin troppo improntata sulla teologia e poco vicina ai fedeli e ai loro bisogni.

Durante lŽinvasione del IX secolo le Vipere non riuscirono mai a raggiungere i territori di Mezzo. I sacerdoti imperiali fedeli alla dea Rahs odiavano ferocemente lŽArciepiscopato e più volte tramarono al fine di vedere distrutto un simile baluardo di una fede e una cultura che vedevano profondamente avversa. Questa costante minaccia, fece sì che numerosi ordini di monaci guerrieri e paladini sorgesse nel corso degli anni a tutela di Mezzaterra. Il più recente è lŽordine dei Cavalieri della Maschera, devoto al culto di Sabul.

Nel 1106, in seguito al ritorno dellŽoscuro Imperatore Shuel Demetrius, Lubasium è caduta, il consiglio dei vescovi della Torre dŽOro è stato trucidato per ordine del primo sacerdote dellŽecclesia di Demetrius, Nyoth Arsulami.

LŽattuale Arcivescovo Teodosio XXI è stato imprigionato presso la torre che in pochi mesi ha cambiato totalmente aspetto, perdendo ogni riferimento alle dodici divinità e divenendo Palazzo Imperiale della nuova egemonia. Teodosio è stato liberato dai Cavalieri della Maschera nel 1107.


Personaggi di rilievo:
Demetrius, Imperatore-dio degli Shuel;
Khargail (†1107), Primo Generale delle truppe Shuel;
Krundal (Raazhiel), Principe Imperiale e Madulai;
Niranna (Maryanne Asheera degli Altavilla) (†1107), Principessa Imperiale e nobile di stirpe viscomitale;
Numiad (Ryan da Apasia) (†1107), Principe Imperiale e Barone cadetto di Apasia;
Nyoth Arsulami (†), Gran Sacerdote del culto di Demetrius;
Rolando Mare Blu, Episcopo di Sabulium;
Shamdala (Mevil Faligar) (†), Principessa Imperiale, moglie di Marcus Faligar;
Teodosio XX della Murata (†), primo Arciepiscopo di Mezzaterra, Vescovo di Lhyra, fondatore del Conclave delle Dodici Chiese;
Teodosio XXI, Arciepiscopo di Mezzaterra;
Varkoth Castiglioni ow Zauker, Barone di VilŽHorn, Gran Maestro dellŽOrdine dei Cavalieri della Maschera, Cavaliere di Mezzaterra.

(v1.3)