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VIII giorno dell'Albero, anno 1110 (08-03-2010)
 
Proclama dalla Corporazione dei Poeti Erranti
 

Vengono rese note, per conoscenza, a tutti gli Elaviani, le dichiarazioni lette nella serata di ieri, VII dell´Albero, presso le sedi dell´Asta d´Oro, in ordine di declamazione.


´Si rende noto a tutti gli astanti che la corte granducale delle Foreste, l´ecclesia di Ashanna e l´ecclesia di Agaliel, con rammarico, giudicano inaccettabile la natura di taluni mercimoni presentati in codesta occasione.

Il Granducato delle Foreste, l´Ecclesia di Ashanna e l´Ecclesia di Agaliel hanno grande stima dell´opera delle Leghe Mercantili elaviane, pilastro del benessere della nostra amata terra e benedette dalla Bianca Dama stessa. Siamo certi che nessuno, in alcun modo, ha inteso coscientemente violare i princìpi di alcuna Divinità nè mancare di rispetto a ciò che attiene alla Sfera del Superno. Tuttavia, dacchè un torto viene percepito, il Granducato e le suddette Ecclesie intendono in questa sede porvi rimedio nell´unico modo che, qui ed oggi, è possibile.

Nel pieno rispetto delle Leggi vigenti e delle Autorità che le promulgano, la Corte Granducale delle Foreste porrà la propria offerta per l´acquisto della Pietra dell´Alma Bianca, della Pietra dell´Alma Rossa, della Pietra dell´Alma Verde, e per la fanciulla Zuleika; questo al fine di rendere la libertà alla fanciulla, e di riconsegnare alla pace dei Paradisi dei Dodici le povere anime barbaramente intrappolate nelle gemme.

Sia noto che chiunque rilanci sull´offerta del Granducato delle Foreste, allo scopo di aggiudicarsi questi beni che per definizione non possono avere un padrone mortale, dovrà tristemente essere considerato inviso al Granducato ed alle suddette Ecclesie a partire dall´istante stesso in cui porrà la propria controfferta.´

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Così si concludeva la dichiarazione letta ad inizio d´Asta. Ad essa, alla conclusione dell´Asta, è giunta in risposta la seguente.

´Siamo stufi.

Siamo stati sfidati in casa nostra, da ospiti che hanno parlato a nome di Istituzioni del Regno, una in particolare che già aveva abusato della nostra pazienza.

Provando a blandirci con parole vuote, ci hanno sputato addosso ed hanno negato le Leggi del Regno e della sacra ospitalità.

Forse costoro hanno scambiato per debolezza la nostra magnanimità nel non punire torti ricevuti in passato.Non è così e capiranno quanto costa sfidare un pilastro del Regno.

Purtroppo, il prezzo della loro presunzione, lo faranno pagare ai leali sudditi del Regno che nessuna colpa hanno, se non l´avere dei governanti irresponsabili.

Se quanto avvenuto fosse successo solo il giorno dopo, i rei avrebbero conosciuto la rapida e salda giustizia delle Leghe, che il Regno ci assegna per fatti avvenuti all´interno dei nostri Snodi Mercantili, ma lo spregio è avvenuto l´ultimo giorno di responsabilità dei Granducati sugli Snodi, quindi, nel pieno rispetto delle Leggi del Regno, i Reggenti delle 4 Leghe denunciano formalmente alle autorità competenti i seguenti crimini, legati al bando letto nelle proprie sedi di OOrishan, Lagolungo, Vitae Orbis e Remidia:

Atti contro le Istituzioni
Aver boicottato una legittima attività commerciale, generando un danno economico e d´immagine al più importante evento mondano e commerciale dell´anno. Riconosciamo in ciò il crimine grave di Atti contro le Istituzioni, ai danni di tutte le quattro Leghe.

Oltraggio
Aver presentato come un crimine ciò che un crimine non è agli occhi del Regno, additando come criminali coloro che praticano il mercimonio di Gemme dell´Alma e di Schiavi. A ciò si sono aggiunte minacce neppure velate. Riconosciamo in ciò il crimine comune di Oltraggio, ai danni di ben otto Pari del Regno,Plutocrati e Reggenti delle Leghe, dei numerosi Mastri Mercanti e Mercanti delle Leghe stesse e degli Elaviani che avrebbero desiderato partecipare a tale, legittimo, mercimonio.

Elavia si fonda sull´equilibrio tra quattro Poteri, oggi, ancora una volta violato. A nostro danno.

Se la più influente Istituzione del Regno, pensa, per questo, di poter dettar legge anche calpestando gli altrui ambiti designati, è nostro dovere insegnarle la modestia.

Data l´estensione e la gravità di questi comportamenti, le Leghe si vedono costrette a porre in essere drastici provvedimenti, affinché gli Elaviani capiscano una volta per tutte che non si può calpestare la dignità, né ledere gli interessi, di chi dona prosperità al Regno.

Ci attendiamo giustizia dai rappresentanti dei Granducati di Mare, Nebbie, Rocca e dal Duca di Morulin, certi che essi agiranno nel pieno rispetto delle Leggi del Regno. Ci attendiamo altrettanta giustizia dal Granduca delle Foreste, chiamato a giudicare i propri indegni Rappresentanti per i medesimi crimini.

Nell´attesa di sapere per tali gravissimi atti quali punizioni esemplari verranno comminate, le 4 Leghe manterranno un embargo commerciale nei confronti di tutte le Baronie del Granducato delle Foreste, nessuna difesa sarà garantita alle loro terre da parte delle Leghe ed ai nostri Mercanti sarà formalmente vietato qualsiasi servizio mercantile a beneficio di Senatori ed Ufficiali di quel Granducato. Naturalmente tutte le offerte di Senatori ed Ufficiali del Granducato delle Foreste alla presente Asta sono respinte.

Il quadruplice embargo finirà quando le Leghe lo decideranno, anche in momenti diversi per ciascuna Lega. Sarà discrezione dei nostri Rappresentanti valutare di aver ricevuto soddisfazione dell´oltraggio.

Lunga vita e prosperità al Regno di Elavia,

Lorenzo Nagai, Reggente dei Liberi Naviganti dell´Ovest,
Felicia Forganti, Reggente della Corporazione della Stella del Nord,
Ederio Pièdilepre, Fondatore e Reggente del Patto Mercantile di Morulin,
Larennio Antioclo, Reggente dell´Unione del Mercato Turano´